CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - La dura legge di Giampaolo
Non manca certo la coerenza a Marco Giampaolo. E non solo. Come avviene a chi è "padrone del proprio mestiere" alla coerenza si accompagnano le motivazioni tecniche.
La difesa, per il mister blucerchiato, costituisce un reparto di importanza fondamentale. Lontanissimo dall'idea che il pacchetto difensivo debba dedicarsi esclusivamente all'interdizione, Giampaolo pretende dai suoi un accompagnamento organico al resto della compagine.
I 4 difensori assumono quindi dei compiti precisi nell'ambito di uno scacchiere che coinvolge tutte le altre linee.
I due centrali si differiscono tra loro per caratteristiche tecniche, si spartiscono mansioni precise e assumono connotati tattici che non possono essere avulsi da un concerto corale.
Abbiamo visto nelle prime due partite del torneo che l'incarico affidato a capitan Regini comprende anche l'impostazione, mentre Silvestre si dedica con maggiore costanza agli interventi di copertura. In questo modo l'argentino diviene il vero allenatore in campo per il reparto arretrato, dirigendo le operazioni che i compagni intuiscono dalla posizione che assume in ogni diversa fase di gioco.
Aria nuova anche per gli esterni. L'ulteriore step introdotto da Giampaolo nel gioco sulle fasce non si limita più, come avveniva l'anno scorso nella maggior parte dei casi, all'avanzamento dei terzini fino alla linea del centrocampo. Ora il "dovere" di che occupa le corsie è anche quello di raggiungere con maggiore frequenza la linea di fondo campo e possibilmente di crossare, o quanto meno di servire il trequartista o il centrocampista di spinta che di volta in volta accompagna la penetrazione laterale.
Ed ecco quindi che affiorano la coerenza e la competenza del mister. I nuovi inserimenti in ambito difensivo sono centellinati, ed avvengono solo ed esclusivamente dopo una lunga gavetta.
Ma non si tratta di una "mania" o di un "atteggiamento" di Giampaolo. Lo confermano le vicende degli ultimi 180'. Lo stesso Murru, pur riconoscendogli le indubbie capacità tecniche e atletiche, sta "imparando" ciò che il tecnico blucerchiato vuole da lui.
Ci sono stati progressi nella partita contro la Fiorentina, ma gli mancano ancora gli automatismi che l'allenatore pretende, e che si acquisiscono solo modellandosi in sintonia col credo calcistico di Giampaolo.
A destra le alternative sono Sala e Bereszynski. Questo è il ruolo in cui il mister dimostra maggiore titubanza di scelta, che si trasforma, per ora, in un'alternanza frequente.
Passo dopo passo la difesa, considerata spesso la "cenerentola" tra i reparti doriani, completerà la sua crescita. Il futuro prevede anche i nomi di Ferrari e Andersen. E qualcosa potrebbe ancora arrivare ...
