CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Il Granatiere di Sardegna

CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Il Granatiere di SardegnaTUTTOmercatoWEB.com
giovedì 1 febbraio 2018, 10:18News Doria
di Enrico Cannoletta

La vittoria contro la Roma non ha portato "solo" i 3 punti in classifica. Ragionando a bocce ferme sugli effetti indotti della "notte magica" dell'Olimpico, troviamo numerosi motivi di soddisfazione. E non sono filosofici ma concreti.

Inutile ribadire che contro i giallorossi tutto ha funzionato alla perfezione. Anche se nell'immediata vigilia della sfida, e in particolare all'annuncio delle formazioni, qualche perplessità aveva colto i tifosi blucerchiati meno ottimisti.

Nelle partite precedenti Marco Giampaolo aveva tentato di inserire Nicola Murru nel tessuto della squadra, con la chiara intenzione di crearne un alter-ego di Strinic. Gli esperimenti avevano dato esiti discontinui. Tanto che ogni tanto si affacciava la tentazione di ritornare all'utilizzo di Regini sulla fascia.

Ma se per qualcuno esisteva un dubbio in proposito, il mister non deve esserne stato minimamente toccato. E il nome di Nicola Murru è regolarmente comparso nella lista dei titolari proprio nel delicato secondo incrocio contro la Roma.

E ancora una volta Giampaolo ha avuto ragione. Il sardo ha tirato fuori 90' minuti di intenso impegno, con pochissime bavature. Adempiendo scrupolosamente al suo compito, da vero "Granatiere di Sardegna".

Il gioco del tecnico blucerchiato è stato sublimizzato dal difensore in modo molto esplicito. Abbiamo infatti potuto constatare cosa e quanto il tecnico chiede ai difensori di fascia.

Murru si è integrato nella manovra doriana in maniera convincente. La linea difensiva di Giampaolo, in fase di ripartenza, prevede l'avanzata di uno dei centrali. E se la manovra si sviluppa sulla sinistra deve essere necessariamente il fluidificante ad avanzare lasciando la difesa a tre. Contemporaneamente c'è il ritorno di uno dei centrocampisti che riceve e ritorna la sfera al centrale, mentre una delle punte scatta e l'esterno sale ancora.

Ma la manovra, sebbene più volte ripetuta, è ben lungi da essere prevedibile. Anche perché sullo scacchiere le altre pedine si alternano nel ricoprire tutte le altre fasce del campo, lasciando pochi punti di riferimento fissi.

Nascono proprio in questo modo le azioni penetranti e gli sfondamenti al centro. Un'armonia di movimenti che coinvolgono tutti i reparti, ma, come ha sempre specificato il mister, prendono corpo solo e soltanto se i quattro difensori sanno leggere la partita nella corretta ottica.

Ecco la spiegazione per la quale la vittoria di Roma lucra alla Sampdoria qualcosa in più del risultato. Porta in dote l'aggiunta di un nuovo titolare ad una squadra che come le altre scende in campo con undici giocatori, ma nella quale l'appellativo di "riserva" si adatta sempre a meno nomi.

Ed è così che la ciliegina dell'assist a Zapata viene compressa in una definizione logica. La stretta e normale conseguenza di un'interpretazione sostanzialmente perfetta.