CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - I pilastri della Sampdoria

CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - I pilastri della Sampdoria TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 3 febbraio 2021, 14:14News Doria
di Paolo Paolillo
Rubrica di approfondimento del reparto difensivo blucerchiato.

Amiche e Amici blucerchiati, ben ritrovati con la rubrica di approfondimento della difesa blucerchiata. Avete preso i gettoni per le montagne russe? E allora andiamo! Questo 2021 era iniziato con prestazioni altalenanti e così si sta confermando, laddove una striscia di risultati positivi viene interrotta sul più bello, facendo tornare con la bocca sott'acqua ognuno di noi, non appena si pensa di aver preso la boccata d'aria decisiva.

In questo, il reparto arretrato è l'emblema della squadra, perché svaria le sue prestazioni dall'incredibile al rivedibile. Stavolta, però, voglio parlare, sopratutto, delle note liete, ossia le due certezze categoriche del momento e, si spera, della restante parte di stagione: Emil Audero e Maya Yoshida: queste tre partite certificano la crescita del portiere scuola Juve rispetto alle scorse annate e la grande personalità e preparazione del giapponese. Andiamo con ordine: contro l'Udinese l'incubo Spezia sembra ancora in pieno svolgimento, almeno per settanta minuti, visto che tra il primo e il settantesimo i bianconeri friulani, come i bianconeri liguri, fanno il bello e il cattivo tempo. Lasagna e De Paul, poi, sembrano imprendibili, specie nella prima parte. Se non fosse per le chiusure di Yoshida e le paratissime di Audero, al riposo si sarebbe andati sotto e non di poco. Fine delle chiacchiere. Il gol di De Paul, che aveva lasciato presagire ad una sconfitta – anche meritata -, ma i cambi di Ranieri, che costringono a difendere di più l'Udinese e allegeriscono i carichi sulla difesa – che ripeterò fino alla nausea, una delle peggiori dell'anno scorso e praticamente invariata negli uomini –, fanno la differenza e ci permettono di raddrizzarla. Quello che emerge da queste prime 20 partite è che la Sampdoria riesca a contenere meglio le folate avversarie quando non gioca a chiudersi. L'altra sensazione, è che se si cerca di alzare il fortino, esso venga – prima o poi – battuto in qualche modo. Quando non c'è San Audero – in forma Nazionale – a salvare capre e cavoli. Si, perché l'estremo difensore doriano, nelle ultime cinque o sei partite ha alzato il livello di prestazione in maniera esponenziale. Le parate su Lasagna, e almeno due o tre tra Parma e Juventus, sono da highlights stagionale. Adesso, sono giustificati i milioni spesi per il riscatto e – lo dico non da gufo ma da provocatore – il mirino della plusvalenza sta pericolosamente andando sulle spalle del numero 1 blucerchiato e non faticherei a credere che una delle grandi, vista l'età anagrafica dei titolari, su tutte Inter e Roma, ci facesse un pensierino in futuro. Per personalità, presenza e concentrazione è nettamente il miglior giocatore della squadra finora. Poi c'è anche la fortuna, con i legni presi dal Parma, ma la fortuna aiuta gli audaci.

Periodo altrettanto fortunato, sembra, per Maya Yoshida, il nostro Samurai, citando il collega Emanuele Massa. Il nipponico, infatti, infila tre partite da urlo, con il salvataggio su Ronaldo lanciato a rete che vale – per gesto, tempismo e pulizia – un gol del portoghese da 40 metri di tacco. L'ex Southampton, però, non è stato solo quello. No, perché con l'Udinese è stato il migliore del pacchetto arretrato, chiudendo ogni spazio e tenendo strette le fila quando c'era da soffrire, ossia quasi sempre. A Parma, poi, ha ballato – è vero – ma ha avuto anche il merito di infilare Sepe nel miglior momento dei ducali e portare in vantaggio la Samp con una zampata sporca che – parere personale – mi ha ricordato il gol di Schnellinger a Messico '70. Nel secondo tempo, arrocco e testate del numero 22 doriano ad allontanare la paura di rimonta.

Per il resto, i soliti alti e bassi, le solite altalene. Colley, Augello, Bereszynski alternano partite accorte, di sostanza ad altre dove le lacune fanno – ahinoi – la differenza in negativo: vedi l'azione del gol di De Paul, reincarnazione di Zico grazie alla margarinesca disposizione del pacchetto arretrato o la rete di Chiesa, dimenticato nonostante parta da trequarti campo.

Ripartiamo dai pilastri, Audero e Yoshida. Chiudo, dando un giudizio sulla sessione di mercato appena conclusa: insufficiente. L'affaire Sy parla da solo, con un giocatore che ci viene soffiato dalla Salernitana, con qualcuno che fa uscire la notizia che il problema siano state le commissioni ingenti dei procuratori del giocatore. Ora, con tutto il rispetto, che la Salernitana chiuda due occhi e anche altro sulle commissioni agli agenti e noi no, dopo che ci siamo rivolti ad un professionista del settore per fare (quasi) tutto il mercato estivo, mi lascia perplesso, per non dire arrabbiato. Il tempo ci dirà se è stato meglio così, fatto sta che solo per dare un segnale alla squadra, al mister e anche ai tifosi, forse, valeva la pena prendere un rinforzo dietro. Invece, Depaoli è tornato per andare al Benevento, diretta concorrente per la salvezza, e dietro siamo rimasti come siamo partiti. Troppo pochi per età anagrafica e rischio di infortuni. La nota lieta è che è tornato Ferrari, perlomeno in panchina. Speriamo sia lui il vero acquisto di gennaio che la società non ha fatto.