CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Giano e il vichingo
C'è chi dice sia perché la Superba affaccia su due fronti, montano e marino, chi perché il suo antico nome, Ianua, significa 'porta' di cui ello ne è divinità nonché omonimo, sta di fatto che il dio Ianus (Giano) è simbolicamente legato a Genova. Essendo famoso non solo, ma anche, per la sua caratteristica morfologica di avere due volti, da cui è figlia la tradizione di attribuire al dio latino la simbologia di dualità, talvolta ambiguità, sicuramente totale opposizione di due avvenimenti differenti, non sarà allora un caso che la squadra fondata dai genovesi abbia nella sua storia spesso avuto un andamento decisamente altalenante, quasi schizofrenico, che talvolta si è ritrovato riversato interamente nei novanta minuti di una gara, esattamente come successo contro l'Udinese Domenica scorsa.
L'atteggiamento, potremmo quindi dire gianico, della Sampdoria tutta è stato il medesimo della difesa blucerchiata. Dopo un primo tempo imbarazzante, costellato da errori grossolani, disattenzioni puerili con un approccio decisamente sottotono rispetto a ciò che dovrebbe essere, ecco che nella seconda frazione di gara troviamo una linea difensiva ringalluzzita, coi centrali finalmente attenti e puntuali ed i terzini capaci di dare fondo a tutta la loro capacità alveolare nell'intento tanto di coprire in fase d'attacco friulana, quanto di apportare freschezza a quella blucerchiata.
Alex Ferrari ed Omar Colley, durante il primo tempo, oltre che di una prestazione in generale molto al di sotto delle loro capacità, si sono resi rei di una disattenzione enorme, dimenticandosi entrambi di andare ad interferire nei propositi d'attacco di Nestorovski, lasciandolo concludere incredibilmente a rete, marcatura poi per fortuna annullata dal VAR, fatto però che non cancella l'errore dei due centrali. Difensori che invece nel secondo tempo hanno saputo ritrovare la loro brillantezza e soprattutto quella concentrazione necessaria e fondamentale a rendere vane le velleità d'attacco degli avversari. Nicola Murru dal canto suo sembra brancolare nel buio durante tutta la prima frazione di gara, riuscendo a ritrovare se stesso nei successivi quarantacinque minuti, proponendosi in avanti col giusto piglio e le energie necessarie ad una buona gara di un terzino.
Discorso diverso per Fabio Depaoli: il giovane terzino disputa un inizio gara migliore di quello dei compagni di reparto, ma al 38' del primo tempo è vittima di uno sciagurato fallo di matrice bianconera che lo costringe a lasciare anzitempo il terreno di gioco. Al suo posto Mister Ranieri chiama alle armi Morten Thorsby, che utilizza i restanti minuti del primo tempo per ambientarsi e raccogliere la concentrazione necessaria per lo strepitoso secondo tempo che avrebbe poi disputato. Il norvegese, benché fin qui poco utilizzato, si fa trovare prontissimo e non fa pentire Ranieri dell'aver puntato su di lui.
Volenteroso, attento, preciso il biondo vichingo non ne sbaglia una, risultando al termine della gara di gran lunga il migliore della retroguardia blucerchiata. Al tredicesimo del secondo tempo tenta anche una conclusione a rete, con una gran botta dalla distanza che viene però deviata dagli eredi dei Savorgnan. Thorsby sa proporsi ottimamente in avanti, fornendo vero supporto all'attacco della Sampdoria e altrettanto brillantemente è capace di tornare in copertura, risultando forte berserkir nel neutralizzare gli assalti finali dei patriarchi di Aquileia. Mister Claudio e Morten hanno due doveri: il primo di continuare a credere in lui, il secondo di mantenere il timone della sua drakkar ben dritto per continuare ad essere protagonista dell'assalto alla salvezza blucerchiata.
