CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Ferrari tessera del mosaico
Marco Giampaolo può essere soddisfatto.
Il tecnico blucerchiato ha sempre sottolineato che nel suo ideale di gioco, la difesa costituisce un reparto fondamentale in cui i meccanismi devono essere più che oleati. La sintonia del quartetto deve essere assoluta e gli interpreti non possono concedersi divagazioni.
Solo in questo modo, il "concerto" difensivo blucerchiato riesce ad essere armonico.
Ebbene, se vogliamo proseguire a usare termini musicali, contro il Milan la sinfonia è stata perfetta.
Puggioni non ha mai sofferto più del dovuto. Silvestre ha raggiunto puntuale ogni zolla del campo che richiedesse la sua presenza. Bereszynski e Strinic hanno corso, coperto, murato, pressato e addirittura in qualche occasione impostato.
Si. Perché il Milan dopo aver provato prima al centro, ha cercato sbocchi sulle fasce. Trovando baluardi insormontabili e reazioni repentine.
Infine Montella ha capito che l'unico mezzo per forzare il fortino sampdoriano avrebbe potuto essere il cercare di scavalcarlo.
Ma a questo punto è entrato in scena Gian Marco Ferrari.
Il difensore, lanciato da Giampaolo nella mischia dal primo minuto, in sostituzione di Regini, ha fatto subito capire di essersi immediatamente immerso nel "giampaolismo". E non ha fatto assolutamente rimpiangere Skriniar.
Insomma una difesa come il tecnico la vuole. Pronta ad accorciare il campo, ma anche a dare supporto al centrocampo. Dal quale è contraccambiata con inserimenti arretrati di Praet e Barreto. Con Torreira il cui apporto non è certo una novità.
Insomma, signori miei, se volete vedere il "calcio globale" venite a Marassi quando è di scena la Samp!
