CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Dalla Croazia e dalla Polonia con furore

CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Dalla Croazia e dalla Polonia con furore
© foto di Federico Gaetano
giovedì 21 dicembre 2017, 10:15News Doria
di Enrico Cannoletta

Se fino a qualche tempo fa le corsie esterne blucerchiate costituivano più croce che delizia, pare che finalmente queste porzioni di campo abbiano trovato i loro padroni.

Gli esperimenti in questo ambito non sono certo mancati. Dal sacrificio di Regini sulla sinistra, per poi passare al tentativo di "plasmare" Dodò, attraverso l'inserimento di Pavlovic. Sembrava proprio che il problema dovesse restare irrisolto. Tanto che si era iniziato a parlare di carenza "atavica".

Sulla destra, fin dal momento dell'addio a Lollo De Silvestre, non c'è stato più un vero titolare. Se il "buco" non è stato una voragine lo si deve soprattutto a Sala, il quale, pur modificando anche in modo sostanziale le sue caratteristiche di base, ha cercato di fare un po' l'asino e l'impiccato.

L'arrivo di Strinic e la crescita di Bereszynski hanno di fatto capovolto la situazione. Non a caso il croato arriva dalla scuola di Sarri, l'allenatore a cui Giampaolo è maggiormente accostato come credo calcistico. E non è certo una combinazione se la maturazione del polacco sia stata seguita con paziente e meticolosa perizia dal mister stesso. Il quale ha plasmato e ritagliato un giocatore perfetto per il ruolo che deve compiere.

Oggi le corsie esterne sono le zone tattiche forse meno implicate nella crisi di risultati che sta accompagnando questo momento della Samp.

Qualcuno si chiederà allora il perché dei tanti goal subiti dalla retroguardia blucerchiata.

La spinta costante che i due esterni riescono a praticare costringe di fatto gli avversari a modificare il loro approccio alla partita. Abbiamo certamente notato quanto il Sassuolo abbia tenuto larghi Politano e Berardi, proprio per accorciare gli spazi ai cursori sampdoriani. Se fino a qualche tempo fa la manovra di un avversario era avvolgente, puntando sulla debolezza delle fasce, oggi si concentra soprattutto al centro.

L'impatto che si crea sulla fascia centrale, mette però a dura prova la coppia di difensori che stazionano davanti all'area, rendendo il loro lavoro spesso gravoso.

Certamente lo staff di Giampaolo starà lavorando anche sotto questo aspetto. Ma è consolante scoprire che il problema, da "irrisolvibile" si è trasformato in una carenza che appartiene alla fisiologia del gioco del calcio. La professionalità e l'esperienza di Silvestre e la freschezza di Ferrari offrono motivi di ottimismo. Come la competenza del nostro mister.