CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Coraggio, fiducia ed incoscienza

CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Coraggio, fiducia ed incoscienzaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
venerdì 6 aprile 2018, 16:15News Doria
di Corrado Camera
L'analisi settimanale sulla difesa blucerchiata

Il coraggio senza paura non esiste, è semplice incoscienza o disperazione. Quelle che molti, con preferenza per la prima o la seconda, hanno probabilmente attribuito a Marco Giampaolo alla lettura delle formazioni di Atalanta - Sampdoria.

Per la prima volta in stagione infatti il mister abruzzese ha sostituito l’intera colonna portante della squadra (Silvestre-Torreira-Quagliarella), in parte per scelta in parte per necessità, con uomini che fino a quel momento il campionato in corso l’avevano guardato alla meglio dalla panchina, ad eccezione di Caprari. Tuttavia, l’utilizzo di Andersen e Capezzi rispecchia quel concetto di fiducia nel lavoro del gruppo che l’allenatore blucerchiato ha ripetuto come un mantra dall’immediato post-Chievo.

Proprio questa fiducia nel lavoro ha permesso ad una inedita difesa della Sampdoria di giocare una gara di grande sostanza e grande attenzione, quasi priva di sbavature. Se il rientro di Bartosz Bereszynski ha ancora una volta confermato l’importanza del giocatore polacco sia per gli equilibri difensivi sia per l’accompagnamento alla manovra offensiva, anche la continuata fiducia data a Nicola Murru ha iniziato a portare i suoi frutti. Il sardo ha finalmente offerto una prova concreta, senza fronzoli, condita da concentrazione e lucidità. L’assenza di Matias Silvestre ha poi responsabilizzato ulteriormente Gianmarco Ferrari, il quale non si è tirato indietro e ha guidato la linea di difesa giocando una partita sopra media.

Quando si valuta la fase difensiva di una squadra moderna non si può poi non considerare l’apporto dato dai reparti più avanzati, centrocampo in primis. Già durante la gara con il Chievo, una volta in vantaggio, la squadra stava riuscendo a gestire bene il pallone e addormentare la partita. Il primo gol degli avversari però, arrivato da una sporadica offensiva sull’esterno, aveva tolto consapevolezza e tranquillità, portando ad un aumento degli errori e ad una peggiore gestione della palla, che si erano tradotte in una supremazia territoriale della squadra di Maran e nella rete della sconfitta. A Bergamo, soprattutto nel secondo tempo, si è visto un centrocampo molto dinamico e attivo sia nel recupero palla sia nell’impostazione, con in particolare un Praet sugli scudi in entrambe le fasi. A completare il quadro, proprio le prove di Andersen e Capezzi.

Dove non sono arrivati il coraggio e la fiducia, è probabilmente arrivato quel pizzico di incoscienza tipico di ragazzi che alla prima vera opportunità non si rendono completamente conto del peso della responsabilità attribuita loro.