CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - All work and no play...
Sampdoria-Sassuolo è stata una partita rassicurante. Almeno in termini difensivi, chiudere una gara senza gol al passivo, quando si è reduci da una manita, fa tirare un sospiro di sollievo.
Ho guardato l'intero match, conoscendone già il risultato, in replica dopo qualche giorno, poiché domenica ero in viaggio all'estero. Suppongo che sapere dello 0-0 finale abbia tolto molto del pathos alla sfida, e mi ha permesso di analizzarla con più distacco rispetto al nervosismo e alla delusione destati in tempo reale dalla sola cronaca sbrigativa dei collegamenti Radio Rai da Marassi. La Samp nel secondo tempo ha fatto la partita, ha condotto i giochi come ci si aspettava che facesse, e dietro ha concesso pochissimo. L'unica vera occasione dei neroverdi è stato il contropiede conclusosi con il tiro di Boga respinto dal palo.
Tutt'altra musica rispetto all'Olimpico, dove abbiamo assistito ad una prestazione horror da parte dell'intera squadra. Questo 0-0, come dicevo, ha un effetto rassicurante, ma assomiglia vagamente alla rassicurazione di Jack Torrance al figlio Danny prima che lo scrittore protagonista di Shining cada preda dell'ennesimo vortice di follia: "Ti voglio bene più di ogni altra cosa, e non potrei mai farti niente di male, mai! Tu lo sai questo, vero?"... Poi Jack entra nella funesta camera 237 e l'apparente calma scivola presto nel dramma. Ammetto che il paragone sia un po' esagerato, ma il campionato della Sampdoria quest'anno mi lascia sempre sul filo della suspense nel timore di risvolti shock.
Domenica però abbiamo visto il volto migliore della difesa blucerchiata, e lo abbiamo visto anche grazie all'arrivo last minute di Lorenzo Tonelli, che ha tamponato in modo soddisfacente l'emergenza nel ruolo di centrale creatasi a causa della squalifica di Chabot che andava a sommarsi alla partenza di Murillo e all'indisponibilità di Ferrari. Un po' di ruggine per l'ex Napoli e qualche difetto di comunicazione con i compagni di reparto non hanno macchiato una prestazione positiva, così come lo è stata quella del subentrante Regini, che ha controllato senza troppi patemi gli ultimi fuochi degli attaccanti emiliani.
L'altra novità di giornata è stata la prima presenza da titolare in campionato di Tommaso Augello: meritato il turno di riposo per lo stakanovista Murru che giocava da titolare ininterrottamente da agosto. L'ex Spezia si è messo in evidenza con la costante presenza in fase offensiva, atteggiamento che ha costretto il pericoloso Berardi a ripiegare spesso all'indietro piuttosto che farsi inseguire sulla fascia. In particolare Augello è stato generoso dispensatore di cross che, pur non essendo lo strumento migliore a servizio dei nostri attaccanti, hanno creato spesso situazioni insidiose che Consigli e compagni hanno dovuto tamponare non senza qualche brivido.
Sulla corsia opposta Bereszynski ha affrontato con efficacia un Boga piuttosto ispirato, lanciandosi meno in avanti rispetto al collega di sinistra, ma non facendo mai mancare il proprio apporto. L'ammonizione lascia però una piccola ombra sulla sua domenica, e gli impedirà di essere presente nell'impegno di lunedì sera contro il Napoli. In aiuto di Ranieri siamo sicuri accorrerà il solito Thorsby, che anche contro il Sassuolo ha dato prova della sua fluidità tattica arretrando sulla fascia negli ultimi minuti.
La formazione difensiva messa in campo contro i neroverdi è stata la tredicesima variazione sul tema vista da inizio campionato. Infortuni, squalifiche, cambi di modulo, e ora il mercato di riparazione, hanno costantemente costretto la Sampdoria a presentarsi in campo con uomini e assetti diversi. Non sempre con risultati apprezzabili. Quella che ci attende lunedì contro il Napoli è l'ennesima partita-thriller che, seppur difficilissima, sarà fondamentale per rosicchiare terreno o mantenere a distanza le dirette concorrenti, quasi tutte impegnate in gare proibitive. Per questo dovremo fare di tutto per tenere fede alla prestazione incoraggiante vista con il Sassuolo, e tenerci alla larga dalla camera 237, dal luogo dove albergano le insicurezze e le paure che ci trasformano -di tanto in tanto- in una squadra da incubo.
