CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Al Festival del gol la difesa stona al centro
Al Festival del gol di Parma, andato in scena ieri pomeriggio - nonostante un acquazzone pazzesco – davanti a un nutrito numero di persone al Tardini, la correità della difesa doriana è alquanto lampante. Basterebbe, rivedendo i gol, evidenziare come non siano stati trovati i proverbiali centri della domenica o conigli dal cilindro dagli attaccanti della squadra emiliana o rimarcare che, a proposito, di quattro dardi offensivi che si sono alternati in avanti (Ceravolo, Sprocati, Siligardi e Gervinho), nessuno abbia marcato e che due dei tre gol li abbiano segnati due difensori (Gazzola e Bastoni) al primo centro nella massima serie.
Bene, per quello che ha dovuto fare, Audero. Non tiene la testata di Iacoponi in occasione del 3-3 di Bastoni, ma la palla gli arriva forte e la reazione è da gatto. Per il resto, salva su Ceravolo di pura agilità e tempismo e poi non può fare molto sugli altri gol parmensi.
Ciò detto, come a Bologna per il nostro portiere, la giornataccia la pesca Omar Colley. Il potente difensore gambiano, reduce da una stagione molto positiva, ha evidenziato lacune mentali pesanti per i livelli sperati da Giampaolo. Sia con la Lazio che con i crociati, infatti, due suoi regali sono costati dei punti alla formazione blucerchiata. L'inizio partita non è stato dei peggiori, perché – al di là di un giallo evitabile – il centrale si era mosso bene e aveva mostrato segni di concentrazione. Nella ripresa, invece, il crollo verticale. Prima qualche sghimbescio in impostazione, rischiando di imbeccare gli avanti gialloblù in fase di uscita, situazione da bollino rosso, poi il coupe de theatre che riapre una partita chiusa, ossia l'errore nel controllo e lo sgambetto a Siligardi, in piena area di rigore. Kucka è freddissimo dal dischetto e partita riaperta. Il resto è storia. Peccato davvero, perché l'ex Genk rischia di macchiare una stagione positiva, che lo ha visto protagonista in quasi tutte le gare che ha disputato.
La sicurezza, per l'anno prossimo, arriva dall'esterno. Murru si perde Gazzola sul vantaggio del Parma, ma poi si riprende alla grande e dimostra la crescita, sopratutto psicologica, che ha fatto quest'anno. Adesso è maturo ed è un gran bel giocatore. Alterna diagonali precise ad una spinta continua e non è da sottovalutare l'intesa con Jankto, che si sta confermando un'arma in più nella faretra di Giampaolo. Dall'altro lato del campo, invece, curioso il caso di Bereszynski. All'andata la partita col Parma spinse Sala verso la maglia da titolare e Bere in panca, complice un suo infortunio. Dopo un girone, l'infortunato è Sala e il polacco titolare. La prestazione non è da mille e una notte, ma può essere un nuovo inizio per l'ex Legia Varsavia, che comunque fa il suo e non patisce le iniziative di Gervinho.
Infine, una menzione particolare per Alex Ferrari. Mai una parola fuori posto, mai un muso lungo, quando è chiamato in causa fa il suo e lo fa bene. Poche cose, ma buone. Diagonali, marcature, anticipi e posizione. Onestamente, una bella sorpresa. Non sarà Nesta, ma neanche Zamboni o Michele Ferri. Non sarà appariscente negli interventi, ma non ha sofferto nessun attaccante che gli si è contrapposto. Elemento affidabile lo ha chiamato il mister, e direi che ci ha preso ancora una volta.
