Come può uno scoglio arginare il mare...?

Come può uno scoglio arginare il mare...?TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Alessandro Pizzuti
martedì 20 ottobre 2009, 18:44News Doria
di Roberto Sinibaldi

Doveva essere la rivincita, seppur simbolica, della Finale di Coppa Italia persa ai rigori a Maggio proprio contro i biancocelesti romani. Dovevano essere tre punti che avrebbero mantenuto la nostra Samp in testa alla pari con i Campioni D’Italia uscenti.


Doveva essere tutto questo, e tutto questo molto probabilmente si sarebbe realizzato se non si fosse incappati nella peggiore giornata professionale dell’arbitro Orsato da Schio. Purtroppo, invece, la trasferta di Roma lascia ancora una volta l’amaro in bocca ai blucerchiati; la Samp pareggia una partita che tra errori propri ed errori clamorosi e ripetuti, nonchè sorrisini ironici della “giacchetta nera”, la spedisce a -2 dall’Inter; ingiustamente.


Dopo i clamorosi rigori non concessi all’Olimpico e, 2 settimane prima contro il Parma, Garrone chiede rispetto e il popolo doriano si accoda. Io personalemente aspetto, forse invano, che agli errori arbitrali, data per scontata la buona fede, venga dato lo stesso peso e che portino alle stesse conseguenze per il direttore di gare che li commette, a prescindere che la squadra danneggiata sia una grande o una provinciale. Se Orsato, o chi per lui, avesse diretto in questo modo un Inter-Juve se ne sarebbe parlato per anni, stile Iuliano-Ronaldo. Lazio-Samp non fa notizia e allora ci si passa sopra, i tifosi alla fine si adegueranno alla filosofia consolatoria e quantomai falsa che “gli errori si compensano”. Questa, a mio avviso, è una delle principali cause della sudditanza psicologica dilagante che c’è sempre stata nel calcio.



Oltretutto l’eredità dei 90 minuti capitolini si ripercuoterà beffardamente sui prossimi incontri, nei quali il Doria sarà orfano di Padalino, espulso per doppia ammonizione, magari anche giustamente, ma senza che nessuno si sia accorto, almeno dalla tv, del primo cartellino giallo e di Pazzini, che torna a Genova con l’ennesimo gol di testa (alla faccia di Graziani) e con un gentile ricordìno sulla faccia da parte di Muslera. Sembra una maledizione.

Tuttavia lo stile Samp lasciato da Paolo Mantovani, di cui sono ricorsi da poco i 16 anni dalla morte, non prevede la lamentela. Non c’è niente di meglio, per ricordarlo, che proseguire sulla strada tracciata dal Presidente, chiedendo solo ciò che ci spetta; rispetto e attenzione. Tra l'educazione e la civiltà e il passare per fessi a volte il passo è molto breve.
Torniamo a quello che è realmente importante quando si parla dei nostri colori, cioè il calcio giocato e le emozioni che, nel bene e nel male, ci regala il nostro amore incondizionato.

La Samp è seconda e meriterebbe anche di più, gioca bene, senza paura, lotta, diverte; Paolo sarebbe orgoglioso di questo Doria e lo siamo anche noi. Non c'è molto altro da dire, a volte bastano poche parole per descrivere un momento fantastico; per continuare così fino alla fine metteremmo tutti non una ma due firme. Molto probabilmente non lotteremo per lo scudetto, attualmente non possiamo permettercelo, ma proprio per questo è bello stare lassù, con permesso...