...CHE CI FANNO VENIRE I BRIVIDI - Palla c'è, palla non c'è...e gol!
I due contropiedi che hanno aperto e chiuso la tenzone dell'Atleti Azzurri d'Italia, sono stati da manuale, è vero. Il sinistro di Jankto, l'imbeccata di Keita sono da applausi. Il doppio passo di Fabio Quagliarella è, però, qualcosa che va oltre. Tra amici, in piazzetta, al campetto, si è sempre usato un termine: palla c'è...palla non c'è!
Il termine indica il gioco di prestigio dei maghi, per la quale l'oggetto che si ha davanti prima si vede, poi non si vede e poi ricompare in un terzo luogo. Ecco, il nuovo, l'ennesimo gioco di prestigio di Mago Quagliarella si materializza dopo neanche un quarto d'ora del primo tempo: dal triangolo, da pelle d'oca, Damsgaard-Ramirez-Damsgaard, il maghetto danese si invola verso l'area di rigore bergamasca, infila un fendente preciso come un coltello nel burro per il capitano blucerchiato: Quagliarella stoppa, punta Palomino e qui fa un doppio passo che mi riporta, in un istante, al 1997, quando Ronaldo venne a Genova con l'Inter e saltò Mannini, sotto la Sud, prima di infilare Ferron sul suo palo. Ecco, se sostituite Sportiello a Ferron e alzate quel pallone sotto la traversa, la scena è la stessa. Palla tra i piedi, primo luogo, doppio passo, palla in rete. Secondo luogo. Il più bello per noi.
Magari non è la stessa velocità, ma non siate pignoli. Diciamo grazie a chi ci ha concesso il privilegio di avere Quagliarella dalla nostra parte, ammirarlo è un piacere dell'anima, fa bene a tutti. Gol come questi, ti fanno alzare in piedi, gridare, mettere da parte i problemi e le polemiche di questi giorni o della propria vita. Quagliarella è nostro e non la smetteremo mai di aspettarci un altro "palla c'è...palla non c'è" da lui, il nostro Mago!
