...CHE CI FANNO VENIRE I BRIVIDI: il tackle da figurina di Chabot
Correva il 16 settembre 2016, la Sampdoria di Giampaolo versione prima edizione usciva sconfitta a Marassi dal Milan: la rete di Bacca a pochi minuti dal termine fu favorita dall'errore di un giovane difensore slovacco, tal Milan Skriniar. Quello stesso difensore, una volta presa confidenza con il campionato italiano e gli schemi del mister abruzzese, diventò una colonna della difesa blucerchiata, trasformandosi in uno dei migliori difensori del campionato italiano e probabilmente a livello europeo.
Questa storia ricorda tanto, o almeno così ci auguriamo, quella di Julian Chabot, arrivato quest'estate dall'Olanda con la speranza di ripetere i fasti di Joachim Andersen, anche lui proveniente dall'Eredivisie. Le difficoltà di inizio stagione hanno però relegato il giovane tedesco a un ruolo da comprimario, soprattutto vista la ritrovata solidità difensiva blucerchiata sotto la guida di Ranieri, che ha dato fiducia alla coppia formata da Ferrari e Colley.
Il destino però, si sa, regala sempre una chance a chi sa aspettare e una spiacevole circostanza come l'occorso infortunio al centrale bolognese ha reso necessario scegliere un nuovo compagno di reparto per il gambiano in occasione della tanto difficile quanto importante trasferta di San Siro. Mentre la maggior parte degli addetti ai lavori si aspettava che il prescelto fosse Murillo, tra l'altro in ripresa nelle ultime partite, il mister di Testaccio ha scelto di lanciare nella mischia il nazionale under 21 tedesco, proprio in occasione di una delle trasferte più complicate del campionato.
E, come in tutte le belle storie che lo sport sa regalare, Chabot ha risposto alla grande: dopo qualche minuto di comprensibile sbandamento iniziale, forse spaventato dall'impatto di uno stadio come San Siro, il giovane centrale ha sfoderato una prestazione impeccabile, fatta di tempismo, senso della posizione e una perfetta intesa con il compagno di reparto.
Proprio lui, che non aveva pienamente convinto quando era stato impiegato nelle poche occasioni avute, è stato protagonista di un reparto difensivo che ha retto alla grande l'urto di un pacchetto offensivo di alto livello come quello rossonero: neanche l'ingresso di Ibrahimovic, con tutto il peso psicologico oltre che tecnico che comportava, ha scalfito le certezze di Chabot, che ha contribuito a mantenere inviolata la rete di Audero e portare a casa un punto fondamentale.
La sua prestazione impeccabile si può riassumere in quanto accaduto al minuto 38 della prima frazione: dopo un contropiede innescato da Piatek, Suso riceve palla da Bonaventura all'interno dell'area blucerchiata. Lo spagnolo si trova davanti proprio Chabot e prova a disorientarlo con alcune finte, specialità della casa, che in caso di buona riuscita lo avrebbero portato a calciare quasi a botta sicura di fronte ad Audero.
Il numero 8 rossonero, che in passato qualche dispiacere ce l'aveva dato, non aveva fatto però i conti con la determinazione del centrale tedesco, che con un intervento in scivolata da figurina sradica il pallone dai suoi piedi a pochi passi dalla sua porta, sventando quello che con grande probabilità sarebbe stata la rete dello svantaggio per il Doria.
Un intervento che si può assimilare in tutto per tutto a una rete segnata, un tackle che simboleggia la prestazione di grande personalità e compattezza di Chabot e di tutta la difesa blucerchiata. La prestazione del centrale tedesco fa davvero ben sperare, visto che è fondamentale sia a livello tecnico che societario riuscire a valorizzare i giocatori arrivati quest'estate, cosa che mister Ranieri con pazienza sta riuscendo a fare.
Non sappiamo se Chabot raggiungerà mai il livello di Skriniar, possiamo solo sperarlo: quello che è certo che la prestazione di oggi, e in particolare quell'intervento, fanno intravedere un futuro roseo per lui e per tutti noi tifosi blucerchiati.
