...CHE CI FAN VENIRE I BRIVIDI: non è la giocata, ma la “garra” a fare la differenza nel derby
I derby sovvertono spesso i pronostici, perché nelle stracittadine non esiste mai una vera e propria favorita. Partite che sfuggono alla logica del più forte, dei punti in classifica, e nelle quali la tecnica sovente è oscurata da altre caratteristiche, in primis un atteggiamento aggressivo, propositivo e grintoso.
Per dirlo alla maniera di Daniele Adani, alla Sampdoria questa sera è mancata la “garra”, quel misto di agonismo e aggressività di cui si parla nel calcio sudamericano. Il tacco di Ramirez per Quagliarella al 20' è sintesi di tecnica al servizio della squadra e bellezza nel gesto atletico, eppure la “garra” di Barreto (o di Linetty quando è in piena forma) è mancata ai tifosi blucerchiati. L'unico ad incarnare pienamente quello spirito, che è nel contempo sacrificio e determinazione, intensità e rabbia è stato Fabio Quagliarella. Al 7' vola e trova il colpo di testa vincente, infiammando gli spalti. Nel corso del match si ritrova isolato, con il peso dell'attacco sulle sue spalle, eppure non molla mai di un centimetro: ripiega, aiuta i compagni nella propria metacampo, va al raddoppio e corre come un ragazzino. In realtà, però, è un veterano con un'esperienza e un amore per il proprio lavoro tale da fargli onorare sempre la maglia che indossa.
Quagliarella non sbaglia mai il derby, perché lui la “garra” ce l'ha nel sangue e nel suo caso la grinta si sposa perfettamente ad una classe che non viene scalfita dai segni del tempo.
