...CHE CI FAN VENIRE I BRIVIDI: non bastano un paio di sussulti di Quagliarella
Sul tema della sterilità offensiva blucerchiata e della difficoltà in fase di costruzione si è dibattuto a lungo e di certo non potevamo aspettarci una squadra all'arrembaggio contro una corazzata come la Juventus, contro la quale la minima disattenzione può essere punita. L'arma da utilizzare era il contropiede caro a Claudio Ranieri, dal quale sono scaturite azioni rapide ed efficaci che hanno portato punti inattesi contro alcune compagini più attrezzate e qualitativamente superiori alla Samp.
Di fronte alla Juventus, tuttavia, la mancanza di rapidità nel ribaltare l'azione rende difficile trovare gli spazi per pungere e il movimento degli attaccanti si rivela fine a se stesso. E' mancata la finalizzazione, la precisione nell'ultimo passaggio e, nei frangenti fondamentali, ora Keita ora Candreva hanno perso il tempo nel dettare il passaggio, cincischiando sul pallone consentendo alla squadra avversaria di rubare palla e ripartire o optando per la soluzione più facilmente intuibile. Gli unici sussulti nel secondo tempo provengono da Fabio Quagliarella, apparso "in palla" nei primissimi minuti, quando si è mostrato tenace nel pressare gli avversari a ridosso della linea mediana e poi inghiottito dalla nebbia, stretto nella trappola che Chiellini ha teso per lui. Il numero 27 però ci ha abituati a partite in cui da gatto sornione ha saputo trasformarsi in felino dalla zampata letale, per questo al 54' ci siamo rianimati per un suo sussulto.
Da posizione non facile, ha tentato la conclusione a botta sicura in girata, un mancino potente e ben direzionato, che ha impattato con il granitico Chiellini, decisivo in quel frangente deviando in corner. Poco dopo, ancora Quagliarella ha provato a concludere da posizione defilata, questa volta da destra. Una conclusione pretenziosa, ma almeno ha il merito di trovare lo specchio e di provare ad infondere ai compagni la grinta per riacciuffare il pari. Un pareggio che non si concretizzerà, con la Juve pronta a chiudere i giochi allo scadere, sfruttando il momentaneo sbilanciamento di una Samp protesa in attacco alla ricerca del punto in zona Cesarini, ma non è tutto da buttare. Si deve ricominciare dal Benevento, per cancellare una sconfitta che ancora brucia e pesa sul ruolino di marcia blucerchiato del girone d'andata. Questa volta non serviranno sussulti, ma veemenza, convinzione e coraggio. Imporre il proprio gioco, con minore attendismo e maggiore personalità.
