Caro Paolo, Caro Presidente, Caro Paolo Mantovani

Caro Paolo, Caro Presidente, Caro Paolo MantovaniTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 14 ottobre 2011, 14:00News Doria
di Redazione Sampdoria News

Caro Presidente,

ci hai lasciato 18 anni fa, ma sembra ieri, hai lasciato un vuoto incolmabile dentro di noi, nel cuore, nell’anima di ogni vero tifoso sampdoriano.

Quando decidesti di acquistare la Sampdoria, il tuo desiderio era quello di porre fine alla sofferenza di quegli anni, di costruire dalle fondamenta una società unica, sana, un modello per tutti, una squadra divenuta un autentico mosaico, nel quale veniva inserito, in anno in anno, un nuovo, prezioso e perfetto tassello. Riservato, pacato, educato e altamente legato ai valori etici e morali, hai vinto sul campo, portando la nostra amata a trionfare a livello nazionale ed europeo, incidendo il nome Sampdoria sull’albo dei vincitori.

Per noi tifosi e per chi ha lavorato al tuo fianco, non sei stato semplicemente Un Presidente, ma Il Presidente, l’Uomo, un Padre. Hai trasmesso i tuoi valori per i quali credevi e sui quali hai basato l’intera tua esistenza : la lealtà, il rispetto dell’avversario, il rifiuto di qualunque forma di violenza. E’ nato lo Stile Sampdoria, un’eredità unica, gloriosa, pura e sana, destinata a chi non ti ha mai tradito, restando sempre fedele ai propri colori sociali nella buona e, soprattutto, nella cattiva sorte, rendendo comuni i tuoi valori, i nostri valori.

In paradiso ogni tuo sguardo, ogni tua attenzione sarà rivolta alle sorti della tua creatura. In tua assenza la nostra amata ne ha viste di tutti i colori, è stata costretta a ritornare indietro con la memoria, vivere sulla propria pelle la retrocessione in cadetteria, 4 lunghi anni di purgatorio, un inferno sfiorato, fortunatamente il fallimento e la serie C sono state evitate dall’avvento di un imprenditore, un amico, un uomo che ben conoscerai: Riccardo Garrone, con il quale abbiamo riconquistato la massima serie e il gusto europeo.

Passano gli anni, ogni protagonista della Samp d’Oro lavora altrove, ma abbiamo trovato calciatori che hanno davvero voluto bene alla nostra casacca. Ieri Francesco Flachi e Sergio Volpi, oggi Angelo Palombo, non ci sono più Vialli e Mancini, ci siamo divertiti con Cassano e Pazzini, non sarà stata la stessa cosa, ma è pur sempre stato un gran bel vedere, te lo assicuro.

Possono passare gli anni, i decenni, i secoli, ma sei parte indelebile del nostro mondo. Chissà come sarai stato orgoglioso di noi durante quel Sampdoria – Messina del 2002, quando trascinammo la squadra ad evitare il baratro della C1, oppure in occasione di Sampdoria – Udinese 3-3 di cinque anni fa, quando il nostro tifo si rivelò decisivo nel far rialzare la squadra.

Che dire poi della finale di Coppa Italia di due anni fa, quando in 20.000 siamo andati a Roma, la tua città di origine, abbiamo colorato di blucerchiato una curva intera, abbiamo gioito, sofferto e pianto al fianco della nostra squadra, l’abbiamo applaudita dopo il crudele risultato del campo e non abbiamo mai smesso d’incitarla, nemmeno quando i giocatori avevano lasciato il campo e gli spalti erano deserti. In quel momento c’eravamo soltanto Noi 20.000 sampdoriani, la Sampdoria e Te caro Presidente, la nostra ombra nella vita quotidiana, la nostra luce nei momenti di difficoltà. Avrai ammirato, compreso i Tuoi tifosi, avrai sofferto al nostro fianco, ti sarai commosso, e noi, nel nostro piccolo, non cercheremo mai di deluderti, seguendo i tuoi insegnamenti, tenendo alti i colori blucerchiati e restando sempre unici, speciali, originali come ogni Sampdoriano.

Ora purtroppo siamo sprofondati nuovamente nel baratro della serie B. Era il 15 maggio dell'anno scorso, data maledetta per noi, quando 26.000 cuori blucerchiati piangevano sugli spalti del "Ferraris" al termine della sfida con il Palermo che ha sancito la matematica retrocessione, accogliendola con stile: quello Stile Sampdoria che tu ci hai tramandato e che ci ha reso, in quel momento più degli altri, Orgogliosi dei nostri colori.

Un giorno hai rilasciato la seguente dichiarazione d’amore: “L’unica cosa di cui non mi sono pentito, nella mia vita, è essere diventato Presidente della Sampdoria”. Certe epoche sono irripetibili, il mondo del calcio è profondamente cambiato ed è ben lontano dai valori che hai sempre perseguito, ce ne siamo resi conto sulla nostra pelle. Cambiano i Presidenti, passano giocatori e dirigenti, ma una constatazione non è mai cambiata e mai cambierà: Sei stato il miglior Presidente, Il Presidente della Sampdoria, non ci pentiremo mai, nella nostra vita, di averlo dichiarato con le proprie parole e con il cuore in mano, il mio, il nostro, il tuo cuore blucerchiato.

Grazie Paolo

Grazie Presidente