Canteremo fino alla morte
Questa bellissima vittoria contro il Chievo è stata la più ghiotta sorpresa uscita dalle uova di Pasqua. Neanche il tempo di prendere posto e Fantantonio andava già in goal, poco dopo Semioli atterrato in area ci ha fatto gridare al rigore; come successo già a Parma, l'arbitro assegna il penalty, ma, questa volta su chiaro suggerimento dell'assistente, cambia opinione e ritorna sui suoi passi.
In effetti, rivedendo l'azione, questa volta il suggerimento era probabilmente corretto, non si potrà mai dire lo stesso per la volta precedente. Fermare l'azione in quel momento ha comunque resa inoffensiva un'azione che sembrava destinata ad evolversi, comunque, in senso positivo. Prendiamo simpaticamente atto che è diventata molto di moda la solerzia, nei nostri confronti, nel non assegnarci dei rigori, ma altrettanta sarebbe gradita nei casi di annullare goal già fatti e subiti, oltre che palesemente irregolari.
Anche in questo caso, forse per effetto dell'episodio, lentamente l'autorevolezza della direzione di gara è venuta a mancare, e la partita si è molto inasprita, specialmente dopo il raddoppio del Pazzo. Grande nervosismo e l'immancabile dose di botte prese, culminata in una sola espulsione, un calo di concentrazione da parte nostra, subito punito con il goal di Mantovano. Sembra destino che i minuti finali di gioco ce li passiamo sempre sulla graticola!Stavolta abbiamo resistito all'impeto nervoso finale degli avversari e portato a casa ugualmente a casa un'importante vittoria. Oltre alla classifica, sempre più sorridente, è stato importante vedere il piglio gagliardo e la maturità mostrata dalla nostra Samp per quasi tutta la partita, unite ad una bella dose di coraggio nel tenere saldo il risultato fino alla fine.
Archiviare la bella prestazione e godersi la settimana gustandosi quest'aria tiepida, che sempre più inizia ad avere il sapore europeo, sarebbe il massimo, ma non si può, questa non è una “solita” settimana, ma è quella che precede il derby, la partita per eccellenza. Ancora è vivo e bruciante è il ricordo dell'ultima volta, e della notte insonne passata a ragionarci sopra, nel tentativo di capire come mai non si fosse neppure scesi in campo. Quindi, con puro slancio emotivo, spero vivamente nel riscatto, quello vero, ottenuto giocando al calcio, facendo valere la nostra superiorità, senza farci imbrigliare da un'avversario che, al solito, farà dell'aggressività la sua arma migliore.
Questa sfida arriva, tra l'altro, in un momento particolare del campionato, dove le ambizioni degli altri si scontrano inevitabilmente con le nostre, diventate di attualità grazie alla classifica, non certo per averle sbandierate dall'inizio.
Scherzosamente, tra noi tifosi, spesso ci si pone la domanda se farebbe soffrire di più perdere il derby o il non andare in Champions. Ovviamente è un paradosso, ma far risultato domenica sera, per una grande parte di noi, rimane la cosa più importante. Rimane sempre un evento troppo sentito, per cui ognuno di noi, nasconde il suo pronostico dietro una bella cortina di scaramanzia.
Al di là di tutto, se si vogliono continuare a nutrire sogni ambiziosi, è necessario fare risultati il più possibile, la condizione fisica e morale della Sampdoria è ottima, e con l'adrenalina giusta, è d'obbligo credere nel colpaccio. Non fidiamoci degli echi dei lamenti dei nostri avversari, che sentiamo ovunque a causa dei troppi infortunati, li troveremo comunque motivati e con le mascelle ben serrate.
Comunque vada, sarà spettacolo puro sugli spalti e, complice il posticipo domenicale, tutto il “mondo” ci guarderà, e vedrà una tifoseria fantastica, che canta dall'inizio alla fine; corretta, che ha girato per l'Italia e l'Europa e nessuno la dimentica. I tifosi veri soffrono, gioiscono, pagano di tasca propria, intraprendono le loro battaglie e, a volte, le loro idee non vengono condivise. La fiducia, che si sono guadagnati in questi anni, meritava migliore trattamento da chi si inventa sempre nuove norme restrittive, sottovalutando i veri problemi di oggi.
Per rispetto dei regolamenti hanno rinunciato anche ai tamburi e ai megafoni, ma sono coerenti con le loro idee, e, al di là delle diverse opinioni, meritano comunque il massimo rispetto per le loro iniziative, dettate da sempre solo dall'amore e dalla passione per questa squadra dai colori unici, e i sentimenti non si schedano. Per il resto, canteremo sempre..fino alla morte.. Forza Samp!
