Brighenti: "La retrocessione una ferita troppo brutta per il mondo blucerchiato, deve guarire al più presto"

Brighenti: "La retrocessione una ferita troppo brutta per il mondo blucerchiato, deve guarire al più presto"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
martedì 22 novembre 2011, 11:30News Doria
di Andrea Piras

Ai taccuini de Il Corriere Mercantile, l'ex centravanti blucerchiato Sergio Brighenti ha parlato della sfida con il Modena, squadra di cui è presidente onorario, e della situazione in classifica, sicuramente deficitaria, della Samp:

"Eh, Samp-Modena mi lascia sempre il cuore diviso in due. Ma in questo momento se penso alle mie ho solo un desiderio. Quale? Che la Sampdoria torni subito in serie A, ma fa male vederla in una serie che non è la sua. Voglio che il Modena si salvi, sono il presidente onorario anche se per statuto la mia è una carica virtuale; sarà dura ma ce la può fare, la retrocessione però è stata una ferita troppo brutta per il mondo blucerchiato, deve guarire al più presto.

Come si spiegano le fatiche in questa stagione? Quando una squadra di grande blasone si trova in serie B, è quasi automatico che fatichi, perché ognuna delle avversarie si dispone a fare la partita della vita. A guardare quel che le rivali della Sampdoria abbiano fatto prima e dopo lo scontro diretto, si scopre che spesso non hanno ottenuto risultato. Era capitato anche al Milan e alla stessa Juventus che in avvio di stagione aveva stentato. Perciò la Samp deve farsi coraggio e disporsi a soffrire.

Se il cambio di allenatore potrà dare la scossa? Ho visto che a Bari la Samp ha sfiorato la vittoria, Iachini ha sicuramente la carica e le motivazioni giuste per far bene, anche se dovrà lavorare molto sul piano del morale e delle motivazioni. Non mi chieda un pronostico per la partita di sabato, vorrei vincessero tutt'e due, ma spero che i blucerchiati raggiungano al più presto le posizioni-promozione.

Se ci vorrebbe un Brighenti là davanti? Quanto mi piacerebbe potermi ancora mettere la maglia blucerchiata e andare in campo. Quando ho avuto l'occasione, ho fatto il mio dovere. Quel record di 28 gol sono la cosa più bella che ho avuto dalla carriera, neanche Vialli l'anno dello scudetto è riuscito non dico a batterlo ma nemmeno ad avvicinarlo. Resta il giocatore in cui più che negli altri io mi sia rivisto.

E se penso a quel che è successo, mi rammarico di non aver proseguito negli anni successivi sulla stessa strada. Ma la Sampdoria, per motivi di mercato, si era messa in rotta di collisione con le società più potenti, da un giorno all'altro la Nazionale venne sbarrata a me, Marocchi e Bernasconi. Tutto questo ebbe effetti negativi sul nostro morale. Però qualcosa di buono sono riuscito a farlo ugualmente. È storia? E ne sono orgoglioso".