Bartali: "Questo è un gruppo di vincenti"

Bartali: "Questo è un gruppo di vincenti"
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giovedì 23 luglio 2015, 15:45News Doria
di Roberto Lazzarini

Walter Zenga e il suo staff hanno portato una vera rivoluzione nelle metodologie di allenamento nel mondo Sampdoria, inserendo nella preparazione atletica e tattica un altissimo numero di amichevoli, con il fine di costruire ed affinare al meglio quei meccanismi di gioco che il mister ritiene fondamentali per continuare a far crescere la squadra. Alberto Bartali, il nuovo preparatore atletico della squadra, ha parlato a Samp TV e si è soffermato su vari aspetti del suo lavoro: 

L'approdo alla Sampdoria? "Ho sempre avuto curiosità per questi colori. Ho iniziato a lavorare con Marcello Lippi e in quel periodo parlava solo di Sampdoria e non vedeva altro. Poi ci sono state altre persone che mi hanno fatto avvicinare sempre di più al mondo della Samp: la prima fra tutte è sicuramente stata mia moglie, che si era innamorata della maglia blucerchiata e ne era diventata tifosa, poi ci sono stati Giorgio Canali, e ancora Enrico Pionetti, che è tutt'ora mio amico. Per questo ho sempre avuto curiosità di vestire questi colori un giorno".

La metodologia lavorativa di Zenga? "Walter l'ho conosciuto a Catania ed è stato in quei tempi che ha portato l'idea di alternare due giorni di partite a due giorni di amichevoli. Io non ci avevo pensato fino ad allora ma ora sono convinto quanto lui che questa sia una metodologia vincente. Ora non ci resta che aspettarne i frutti che si vedranno già ai preliminari di Europa League, sperando di poterne gioire tutti insieme alla fine".

Il lavoro atletico programmato? "Questa programmazione di partite l'abbiamo messa insieme a del lavoro atletico che per noi è imprescindibile e che consiste in vari esercizi come ad esempio i balzi sulla sabbia, gli sprint in salita e il lavoro di resistenza specifica sulle distanze di gara. Abbiamo deciso di togliere dal programma di allenamento tutti gli esercizi che sono poco correlati con la prestazione, come ad esempio le corse lunghe o i lavori con sovraccarico. Tutto quello che non rispetta le caratteristiche storiche delle contrazioni e dei meccanismi erogatori di energia tipici di gara lo abbiamo tolto".

Il rapporto professionale con i giocatori? "Secondo me il giocatore oggi a mano a mano che passano i giorni e i mesi deva acquisire sempre di più coscienza e informazioni su se stesso. Deve ritagliarsi uno spazio dove raccogliere le disamine che riceve dall'allenamento e dalla partita e condividerle con l'alleneatore e con lo staff, in modo da poter costruire assieme a loro un programma di allenamento mirato alla prevenzione delle patologie individuali più frequenti e che sia perfettamente calzante alle sue caratteristiche."

L'importanta delle motivazioni? "Ognuno di noi nel lavoro che fa se motivato ha un rendimento di un certo livello, mentre se le motivazioni vengono meno il rendimento cala. Nello sport questo è imprescindibile, altrimenti non si capirebbe come mai alcuni atleti fanno il record del mondo proprio alla finale olimpica. La capacità di auto eccitarsi emotivamente è una capacità che fa la differenza fra un campione e uno normale". 

Il gruppo? "Questo gruppo darà sempre il 100% e cercherà sempre di alzare l'asticella per raggiungere il 101%, perchè questo è un gruppo coeso e compatto fatto di persone serie e affidabili, e di conseguenza è un gruppo di vincenti".