Aspettando tempi migliori

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© foto di Federico De Luca
venerdì 5 novembre 2010, 08:37News Doria
di Mauro Salvador

La mentalità vincente era quello che ci si aspettava da una stagione iniziata nel segno della sfortuna e dell'inesperienza. La mentalità vincente era l'unica eredità plausibile rimasta dalla scorsa stagione. Cambia la dirigenza, cambia l'allenatore, rimane il gruppo, rimane lo spirito. O almeno così sembrava.

L'Europa League è ormai andata, per molti motivi, primo fra tutti il gol preso in superiorità numerica in Ucraina. Come allora e forse peggio, nello scialbo 0-0 del ritorno a correre sono stati i gialli. I nostri eroi hanno guardato e giocato in contropiede. Tattica del resto che ci accompagna ormai da agosto, con la sola meravigliosa, ma perdente, eccezione del ritorno col Werder.

Che in questo periodo (lunghetto per la verità) si giochi abbastanza male è un fatto evidente. Che la classifica di serie A sia buona è altrettanto chiaro. Speriamo duri perché le ultime due vittorie sono figlie della fortuna più che altro. O meglio, bisogna anche ringraziare quello spirito di squadra e quella voglia di vincere su cui punta tutto Di Carlo. Convinzioni che, per non mettere sempre più in secondo piano la qualità, dovrebbero essere accompagnate anche da qualcos'altro. C'è tempo, si spera.

A questo proposito, di Cassano è ancora il caso di parlare? Forse no. C'è chi dice che con lui si gioca in dieci e chi dice che senza di lui si spegne la luce. In questi mesi la differenza, sinceramente, non si è sentita. I passaggi sbagliati e la testardaggine del numero 99 si perdono nell'enorme numero di cross, lanci e appoggi casuali che dettano il ritmo delle gare, interne o esterne non fa differenza, del Doria.

Dimenticato Cassano, non resta che attendere momenti migliori, il ritorno della qualità e di quella grinta che sembra caratteristica esclusiva e costante dei nostri avversari. Nel frattempo ci sono cose importanti a cui pensare e di cui preoccuparsi. Dopo Cesena il CASMS ha vietato ai non tesserati anche Parma, decisione talmente incredibile da far sorridere e agghiacciante nella sua scientificità.

Il sarcasmo post-Bogdanov e le lettere aperte degli Ultras Tito al Ministro Maroni sono evidentemente motivi sufficienti per un tale gratuito esercizio di potere contro una tifoseria che ha fatto della civile protesta contro la tessera del tifoso un obiettivo concreto.

Sarebbe opportuno che almeno si evitasse la beffa dell'etichetta di "Partita ad alto rischio", ma non sarà necessario, visto l'ancora troppo scarso numero di persone interessate al problema. Chissà se le cose cambieranno quando inizieranno a vietare i derby ai tifosi ospiti.