Arrivederci, Bello

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© foto di Filippo Gabutti
mercoledì 20 gennaio 2010, 13:54News Doria
di Cristian Marmo

Quando il 20 aprile 1995, in un Sampdoria-Arsenal di Coppa delle Coppe, vedevo entrare Claudio Bellucci ero ancora un ragazzino, avevo compiuto da poco dieci anni. Di anni ne sono passati quindici da allora, ma ho ancora in mente i due gol dell'allora giovanissimo attaccante del vivaio blucerchiato.

Ora io sono diventato grande, e Bellucci è diventato uomo. Dopo quei due gol la società aveva deciso di farlo crescere altrove, e dopo qualche anno si decise per la cessione. Ovunque sia andato, il Bello ha fatto gol e incantato i propri tifosi, ha sempre lottato su tutti i palloni, con la sua incomparabile voglia di vincere. E tutte le volte che si apriva la finestra sul mercato pensavo tra me: "ma perchè non riprendiamo Bellucci?".

Poi Bellucci è tornato veramente, ancora più sampdoriano di prima, dopo dodici anni di assenza da Bogliasco. Due anni e mezzo, una ventina di gol, grande carisma, qualche grandissimo colpo da campione, vedi il colpo di tacco dell'anno scorso contro il Torino, sotto la Sud. Gli anni passano, e le sue ginocchia forse non rispondono più alle esigenze di un campionato di alto livello, è difficile lottare per un posto che in attacco proprio non c'è. Ha scelto Livorno, piazza in cui si potrà giocare le sue chances, e gli facciamo gli auguri per il suo finale di carriera.

Grazie di tutto, Claudio, piccolo grande sampdoriano.