Alcuni sassolini nella scarpa

Alcuni sassolini nella scarpaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
mercoledì 26 maggio 2010, 16:35News Doria
di Federico Cabella

É finita un'altra esaltante stagione: già esaltante di per sè perchè blucerchiata, in più coronata da un importante risultato ottenuto sul campo. Spiace a tale proposito che in una situazione così euforica avvenga un importante cambio di quadro tecnico-dirigenziale, che alcuni degli artefici del risultato ottenuto partano per altri lidi, adducendo criptiche motivazioni che forse un giorno qualcuno spiegherà anche a noi "mortali".

Certamente è difficile credere che queste scelte non siano dettate da ragioni di ambizione e prestigio e ben si inserirebbero nella logica di un calcio sempre più accentrato nelle mani di pochi ricchi, dove la realizzazione personale e il sentimento non sono altro che belle partite pronunciate nei dopopartita vittoriosi, in attesa della prossima migliore offerta. A chi se ne va, comunque, un sentito ringraziamento come si deve a colui che ha svolto con la massima professionalità il proprio lavoro.

La situazione di incertezza che ne deriva, dovuta all'assioma secondo cui si conosce sempre il valore di ciò che si perde mentre ignoto resta quello di ciò che si acquista, sono convinto che presto lascerà il posto all'affetto con cui il popolo blucerchiato, sempre caldo, saprà accogliere i nuovi arrivati. Se infatti il tifoso blucerchiato non è immune da qualche innata puntatina all'ipercritica, a mio avviso vitale nel percorso dialettico di crescita della società, una specie di costante tensione al miglioramento, tuttavia sa di poter riporre la fiducia in una società solida, che fa dello stile il proprio vessillo da alcuni decenni e che si erge a esempio di serietà e trasparenza nel panorama del calcio italiano.



Capitolo mass media: la domenica del trionfo mi siedo tronfio sul divano e mi sintonizzo sulle trasmissioni sportive dei canali nazionali in attesa di riguardare le gesta dei miei eroi e rivivere la goduria già provata il pomeriggio allo stadio. Dopo aver indugiato per quasi un'ora e mezza sull'ennesimo scudetto dell'Inter (niente di nuovo sotto il sole), il primo accenno alla nostra vittoria avviene dopo l'ottava, forse, intervista a Mourinho e le plurime inquadrature della piazza del Duomo di Milano.

Questo nuovo capitolo di storia blucerchiata viene liquidato in una decina di minuti di servizio – con tanto di grafica sbagliata "ma il cerchio è sempre più blu". Il cerchio? Ennesima prova della superficialità con la quale siamo trattati dai media – nei quali sono più i riferimenti ai giocatori con le valigie in mano, all'inseguimento di questo o quell'altro allenatore o dirigente, manco ne fossero membri della famiglia, piuttosto che quelli al risultato ottenuto dopo tanti anni di sofferenza. Eppure il Palermo, altro candidato ad essere smantellato dalle "big", non è stato così tanto tartassato dalla stampa scandalistica. Se la probità del calcio italiano non fosse comprovata, ci sarebbe molto da sospettare...

Capitolo stadio: il capolavoro di giornata lo stava facendo il Casms, che con le sue "leggi razziali" stava per vietarmi l'accesso allo stadio. La mia colpa? Essere nato quindici chilometri più a nord del confine con la Liguria. Fortunatamente ho un parente abbonato, più santo che uomo, disposto a sorbirsi quattro ore di coda per garantire per me e comprarmi il biglietto. Con tanti saluti dal Ministero dell'Interno per gli sfortunati che non hanno questo privilegio. La tessera del tifoso è praticamente già operativa e questo non fa ben sperare in vista della prossima stagione.