A. Boskov: "Mio papà è sempre rimasto molto legato alla Sampdoria. Aveva talento nel saper comunicare coi giovani e coi tifosi"

06.11.2018 22:36 di Matteo Rosagni  articolo letto 2787 volte
A. Boskov: "Mio papà è sempre rimasto molto legato alla Sampdoria. Aveva talento nel saper comunicare coi giovani e coi tifosi"

Aleksandra Boskov, figlia dell'indimenticabile Vujadin, è intervenuta questa sera, in diretta telefonica, durante Gradinata Sud, programma a tinte blucerchiate in onda su Primocanale:

"Uno dei sogni di mio papà era di venire a vivere a Ginevra e giocare a calcio coi suoi nipoti: purtroppo questo sogno non si è potuto realizzare. Negli aneddoti di mio padre ricorrono spesso gli animali perché amava la caccia, era un cacciatore: quello col quale disse a Pagliuca che per migliorare doveva diventare volpe, oltre che essere puma, ne è un esempio. Usava le metafore solo nel calcio, difficilmente con noi. A casa c'era il rituale del prendere il caffè ed era un vero piacere berlo con lui. E' stato un padre molto affettuoso, molto presente, non era severo e aveva molta fiducia: abbiamo sempre avuto un rapporto bello e sereno.

E' sempre rimasto molto legato alla Sampdoria: un'idea che mi sono fatta è che quando tornò in blucerchiato da allenatore, molti anni dopo aver indossato la maglia della Samp da calciatore, aveva in mente di dover finire un lavoro che aveva lasciato a metà quando era giocatore. Aveva un innato talento psicologico che lo portava a saper capire i ragazzi giovani, nonché a saper comunicare molto bene con i tifosi, di ogni squadra dove giocò o allenò".