90 minuti nei distinti: "La donna carro armato e le alte sfere"
Weekend lungo anche per il popolo blucerchiato: complice qualche gita fuoriporta di troppo, tanti tifosi arrivano a match iniziato, altri non arrivano proprio. Chi vede Fiorillo in porta fa un sospiro e, alzando gli occhi al cielo, mormora “finalmente”. In campo un 4-2-3-1 con De Silvestri, Mustafi, Gastaldello e Regini, poi Palombo e Krsticic, infine Eder, Sansone, Soriano e Okaka.
Non è ancora iniziata la partita che già qualcuno si lamenta del direttore di gara: “E' di Schio, capite? Sapete dov’è nato? A Vicenza!!! Sicuramente si sa chi tifa!” I malfidati partono prevenuti, tutti gli altri criticano a partita in corso. I tifosi iniziano a vedere rigori a valanga in favore della Samp (forse qualcuno di troppo!), ma quando Eder cade in area e l’arbitro lascia proseguire, è ormai chiaro che per il resto del match nessuno canterà cori, ma tutti sprecheranno gli insulti. Senza contare che anche i giocatori del Chievo non aiutano i tifosi blucerchiati a godersi lo spettacolo visto che cadono ogni due minuti, quasi fossero presi di mira da un cecchino sugli spalti.
Al 44’ la Samp sfiora la rete: da un calcio di punizione di Okaka, arriva il colpo di testa di Gastaldello che, però, colpisce il palo. Durante intervallo, c’è spazio per parlare di mercato: “Oh ma lo sapete che torna Piovaccari? Io lo vorrei vedere allenato da Sinisa!”; “No no, io quello lo avevo rimosso, ma è ancora nostro?”; “Sì ma guarda che sta andando bene allo Steaua Bucarest. Ha pure segnato in Champions League!”; “Ma quale Champions! Sarà stato qualche altro torneo del mercoledì!”
Intanto il match ricomincia e al 19’ viene espuulso Mustafi e assegnato un rigore per il Chievo che viene trasformato da Thereau. A questo punto la tizia dietro di me, femminile come un carro armato, inizia a dirne di tutti i colori, praticamente un arcobaleno di insulti. La sua vicina, allora, le fa notare un’anomalia: “Scusa ma hai i braccialetti con scritto il Padre Nostro e l’Ave Maria e auguri disgrazie di tutti i tipi all’arbitro?” “Beh, mica impreco contro le divinità!”.
Il match sembra girare per il verso sbagliato quando al 35’ Eder segna la rete del pareggio, servito da Regini. In pieno recupero è, invece, Soriano a firmare il 2-1. La tizia – carro armato bacia i braccialetti e si riconcilia con le alte sfere… Quanto potere ha un gol al 48'!
