24 marzo 2011 - Maledetto editoriale
Fisso lo schermo in cerca di qualcosa da scrivere. In pochi secondi non vedo più il blocco note aperto e le schede del browser sui siti sportivi. Comincio a vagare nei ricordi. Alcuni sbiaditi, alcuni nitidissimi, momenti di gioia e di estremo nervosisimo. Io infatti più che lacrime e depressioni, alla Sampdoria ho dedicato delle incazzature storiche.
RItorno lucido, non mi va di parlare del passato, di cose che molti di voi ricorderanno minuziosamente, di episodi che magari io ho solo visto in televisione o di gol che porto sempre con me. Dei miei attacchi d'ira da tifoso poi, ve ne importerà giustamente molto poco.
Dunque?
Non c'è una cosa che non sia stata già detta. Incitamenti, fischi, lettere, preghiere, manuali del perfetto tifoso, del perfetto dirigente, del perfetto presidente, del perfetto allenatore e del perfetto calciatore di rigori (per quest'ultimo è addirittura apparso un video, di gusto piuttosto opinabile, pericolosamente simile a uno sfottò). Ecco sto cedendo alla rabbia, mi ero ripromesso di non farlo.
Calma, devo ancora decidere di cosa parlare. Non posso stare qui tutta la mattina a scrivere un editoriale, ci sarà uno straccio di idea positiva, di speranza, di possibilità. Non ci riesco. Ora scrivo alla redazione e dico che questa settimana passo, non ne ho nè la voglia, nè la forza. Insomma, della fiducia nei propri mezzi ho parlato anche troppo in passato (che abbia portato male? Probabilmente), incitamenti, nostalgia, ricordi, tutto già detto e già scritto.
Dunque?
Ancora niente e sto tornando a innervosirmi. Mmmmh che fastidio. Mi vengono in mente le interviste tutte uguali e tutte poco credibili di questa stagione, gli errori complessivi, la rovina in cui stiamo sprofondando, il rigore alto (attenzione però, chi non li tira non li sbaglia). Mmmmh, calma.
Anzi, ma quale calma, forza, domenica si gioca. Ah no domenica c'è la sosta, tempo per ricaricarsi e per recuperare magari un paio di infortunati e soprattutto la speranza e la voglia di Sampdoria, che sono sempre più tragicamente trasparenti e sottili. Forza.
