ESCLUSIVA SN - Sakic: "Djuricic talento naturale, a S. Siro ha cambiato la partita. Fantasista puro, ma nelle nazionali serbe si è adattato ad ogni ruolo"

 di Diego Anelli  articolo letto 7096 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
ESCLUSIVA SN - Sakic: "Djuricic talento naturale, a S. Siro ha cambiato la partita. Fantasista puro, ma nelle nazionali serbe si è adattato ad ogni ruolo"

L'ingresso a San Siro di Filip Djuricic ha letteralmente spaccato la gara, consentendo ai blucerchiati di far male al Milan nel momento topico della sfida, una scelta di Giampaolo che si è rivelata decisiva ai fini del risultato. Per conoscere al meglio la crescita, il percorso e le caratteristiche del talento ex Benfica, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva Nenad Sakic, ex Ct dell'Under 17 e vice di Sinisa Mihajlovic alla guida della Nazionale maggiore serba:

Nenad, a San Siro Filip Djuricic si è davvero contraddistinto come l'autentico Mvp nell'11 doriano. “Ho visto integralmente la partita, quando è entrato Djuricic ha cambiato la partita, ha giocato davvero molto bene. Per me si tratta di un trequartista puro, centrale, può anche ricoprire il ruolo di esterno, ma il ruolo naturale è il classico fantasista, è un talento naturale, dotato di classe fine e capacità di verticalizzare il gioco trovando l'imbucata negli spazi che consente agli attaccanti di ritrovarsi a tu per tu con il portiere. A San Siro ha recuperato molti palloni, ha subito diversi falli riuscendo a far ammonire gli avversari e a far salire il baricentro della squadra. Può e deve ancora migliorare come ogni professionista deve sempre porsi come obiettivo, ma mi è piaciuto davvero molto”.

Filip Djuricic, prima di arrivare in blucerchiato, non è riuscito a confermare le grandi aspettative tra Benfica, Magonza, Southampton e Anderlecht nonostante il grande rendimento fornito all'Heerenveen. Come ti spieghi le difficoltà incontrare in giro per l'Europa? “Non mi capacitavo del fatto che trovasse poco spazio in Portogallo, in un campionato non di altissimo livello e dove la tattica fatica ad emergere in squadre che pensano quasi esclusivamente alla fase offensiva. Potevo invece capire qualche difficoltà in più in Premier League, in quanto il calcio inglese è molto più fisico e il ragazzo non si mette in evidenza per una struttura imponente. In Italia avrebbe dovuto trovare parecchie difficoltà sotto il profilo tattico, ma è evidente come il ragazzo si sia impegnato molto nell'adattarsi non soltanto all'ennesima nuova realtà ambientale nel giro di un paio d'anni, ma soprattutto alla diversa mentalità calcistica. La Sampdoria ha fatto benissimo ad acquistarne per intero il cartellino a gennaio, spero che in blucerchiato riesca a dimostrare il proprio valore”.

Ben pochi possono affermare di conoscere meglio le giovanili serbe. Hai avuto modo di incontrare Filip da ragazzo e seguirlo durante il cammino tra le giovanili. “E' un ragazzo davvero per bene, molto educato, probabilmente un po' di timidezza potrebbe averlo frenato nei numerosi trasferimenti in giro per l'Europa ad un'età piuttosto giovane. Si rivela importante dargli ulteriori chance quando non si riesce ad incidere in un paio di gare, è un ulteriore attestato di stima e fiducia ai fini di raggiungere l'obiettivo della continuità. Certamente Giampaolo avrà lavorato molto sul ragazzo sulla parte tattica, Djuricic del resto si sacrifica molto al servizio della squadra. In tutta la trafila delle rappresentative nazionali serbe dall'Under 17, passando per l'Under 19 e proseguendo in quelle maggiori non ha mai avuto problemi ad adattarsi ad ogni ruolo, a qualsiasi esigenza del gruppo. Il fatto che alla Samp abbia agito anche da mezzala lo testimonia ulteriormente, essendo un ruolo che richiede un superiore dispendio di energie”.

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