ESCLUSIVA SN - J. Rossini: "Notte di Varese la gioia più grande. Di Francesco persona leale, ti dice le cose in faccia. Il mio rimpianto..."

24.06.2019 09:14 di Diego Anelli   Vedi letture
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
ESCLUSIVA SN - J. Rossini: "Notte di Varese la gioia più grande. Di Francesco persona leale, ti dice le cose in faccia. Il mio rimpianto..."

Uno dei protagonisti della Sampdoria targata Iachini, un professionista esemplare, un ragazzo d'oro, una persona con la testa sulle spalle che ha sempre posto la famiglia al primo posto nella vita. Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva Jonathan Rossini, attualmente in forza all'Albissola, con il quale abbiamo ripercorso la sua carriera in blucerchiato, il rapporto con Genova e la conoscenza di mister Di Francesco durante l'esperienza al Sassuolo:

Jonathan, se torniamo indietro nel tempo e pensiamo ai colori blucerchiati? “Alla Sampdoria ho vissuto gli anni più belli della carriera. A Genova ho avuto la fortuna di conoscere mia moglie e mettere su famiglia, ho conosciuto un ambiente straordinario, una tifoseria calorosa che ti fa sempre sentire importante, una città meravigliosa dal centro storico fino alle riviere. Genova ci è talmente entrata nel cuore che da tempo viviamo qui. Alla Sampdoria ho potuto giocare al fianco di gente del calibro di Gastaldello e Palombo, mi hanno sempre aiutato a crescere, ho vissuto anni molto intensi come la notte di Varese giocando titolare, la promozione in serie A, la salvezza. Sono ormai passati diversi anni ma la festa di Varese resta la gioia più grande, al goal di Pozzi fu per tutti noi una grossa liberazione”.

Il prosieguo della carriera e la scelta Albissola. “Dopo la Sampdoria tornai a Sassuolo per il primo anno nella massima serie, una realtà più piccola ma nella quale si lavora benissimo con grande tranquillità, poi il trasferimento a Bari dove le cose non andarono come mi auguravo. Ad un certo punto ho preso la decisione di stare il più vicino a casa, rendendo più semplice la gestione della scuola. Sono contentissimo ad Albissola e mi godo Genova. Ad Albissola ho trovato una società seria, familiare, con il grande Presidente Colla, al quale sono grato per avermi consentito di riavvicinarmi a casa, una persona di gran cuore, alla quale ci si affeziona facilmente. Per il club è stata un'annata storica, il primo campionato in serie C, il primo tra i professionisti. Inizialmente abbiamo incontrato parecchie difficoltà in campo, abbiamo sbagliato un po' l'approccio, l'emozione ha fatto anche la sua parte, poi siamo cresciuti. Si parla spesso delle squadre che hanno subito venti punti di penalizzazione... Noi abbiamo un presidente serio che paga puntualmente in base al proprio budget, non come altrove dove si mettono trenta elementi in rosa a 20.000 euro al mese e poi i soldi non si vedono... Il Presidente Colla è una persona corretta, concreta e di cuore".

Nel Sassuolo hai avuto modo di lavorare con mister Di Francesco. Come l'hai conosciuto dentro e fuori dal campo? “Di Francesco è allenatore preparatissimo sotto il profilo tattico e della qualità di gioco, la carriera parla per lui. A distanza di anni mi è rimasto un rimpianto, non essermi subito scusato quando gli risposi in maniera un po' sbagliata a fine primo tempo di una gara, mi sono reso conto di aver commesso un errore e se lo incontrassi per strada non esiterei un attimo a scusarmi. Lo apprezzo perchè è una persona super corretta, leale, ti dice le cose in faccia e non porta rancore. Con il suo vice Tomei lavora molto sulla linea difensiva oltre alla costruzione della manovra e alla parte offensiva. Lavora molto bene con i giovani, con noi ha dimostrato di avere un'idea tattica ben precisa ma al tempo stesso di possedere flessibilità nell'adeguarsi alle caratteristiche dei giocatori. Partimmo con il 4-3-3, passando al 3-5-2 durante la stagione con un impianto più difensivo per ritornare in seguito al modulo di partenza. Alla prima annata a Sassuolo fu esonerato e richiamato, riuscendo a compiere l'impresa miracolosa di raggiungere la salvezza. Parliamo di un grande ex calciatore, conosce molto bene le dinamiche di uno spogliatoio, si rende conto quando è il momento di far passare la nottata e parlare al gruppo il giorno successivo, quando bisogna cogliere l'attimo per caricare la squadra. Porta un grande rispetto per l'intero gruppo a disposizione, si rivolge ad ogni calciatore con estrema chiarezza, sa bene cosa vuole e come stimolare in base al singolo momento della stagione”.

Si ringrazia per la disponibilità l'ufficio stampa dell'Albissola.

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