ESCLUSIVA SN - GdS, Fontana: "Per Rigoni una chance da non sprecare. Di Francesco dovrà lavorarci a livello tattico"

05.09.2019 14:34 di Diego Anelli   Vedi letture
ESCLUSIVA SN - GdS, Fontana: "Per Rigoni una chance da non sprecare. Di Francesco dovrà lavorarci a livello tattico"

E' Emiliano Rigoni il colpo principale del mercato estivo blucerchiato. Per conoscere nei dettagli le caratteristiche dell'esterno argentino, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva Francesco Fontana, giornalista de La Gazzetta dello Sport, sempre aggiornato sulla quotidianità atalantina:

La breve esperienza di Emiliano Rigoni a Bergamo. I punti di forza evidenziati e gli aspetti sui quali lavorare. "Emiliano Rigoni ha un gran bel sinistro, è dotato di ottima tecnica e visione di gioco. Per quanto riguarda gli aspetti sui quali lavorare credo la continuità e l'inserimento nel campionato italiano. Qui dovrà essere bravo Di Francesco ad inserirlo dal punto di vista tattico. A Bergamo ha dimostrato di far fatica anche sotto questo aspetto. Bisognerà lavorarci e chi meglio di mister Di Francesco può completarlo come calciatore, un conto è giocare in Russia, un altro in Italia".

In alcune gare, ad esempio proprio contro la Roma allenata da Di Francesco, si è rivelato devastante. Il suo impiego è andato progressivamente a scemare fino alla partenza a gennaio. Come si può spiegare il rientro anticipato in Russia? "A Bergamo era il primo cambio, ha avuto più di una chance ad inizio campionato considerando il problema di salute di Ilicic, costretto a restare fuori diverse settimane. Non ha convinto al 100%, qualche lampo e alcune pause abbastanza difficili da spiegare. A gennaio l'Atalanta ha fatto altre scelte e non puntava più su di lui, il calciatore dal canto suo evidentemente ha manifestato la necessità, o il desiderio di rientrare allo Zenit dove si è sempre trovato bene".

A tuo parere possiede le caratteristiche tecnico - tattiche per incidere nel 4-3-3 targato Di Francesco, da tempo in attesa di esterni offensivi di livello? "Per caratteristiche tecniche al 100%, nel 4-3-3 lo immagino perfettamente largo a destra nel tridente offensivo, così può tranquillamente rientrare, calciare di sinistro, o servire assist. A livello tattico in un 4-3-3 particolare come quello di mister Di Francesco dovrà anche fare un bel lavoro in fase di copertura che non ha nelle corde. Qui dovrà essere bravo Di Francesco a catechizzarlo, perchè in Italia non basta essere forti da centrocampo in su. Bisogna anche dare una mano agli esterni bassi, soprattutto poi con Gasperini, dal quale viene richiesto anche questo tipo di lavoro a palla lontana".

Cosa gli è finora mancato per la consacrazione a livello europeo? "Difficile dirlo. Lui si è formato nel Belgrano, poi è passato all'Independiente e la grande chance allo Zenit. È un febbraio '93, ha 26 anni, non dico che sia all'ultima chiamata o quasi, è senz'altro nel pieno della maturità. Finora è forse un po' mancato a livello di continuità, ma ha ancora l'età e soprattutto le qualità non dico per esplodere, ma per fare un passo in avanti dal punto di vista dello status. Oggi Rigoni non può essere considerato più di un buon giocatore, con la Samp ha una grossa chance per diventare un ottimo calciatore".

Il ritorno in Italia rappresentava la sua priorità. L'indiscutibile talento e il tatticismo del campionato italiano: qui sarà una delle chiavi per valutare la sua annata in blucerchiato? "Di Francesco dovrà lavorarci a livello tattico e coinvolgerlo. Un aspetto importante: all'Atalanta era il primo cambio, una volta rientrato Ilicic non c'è più stato spazio. Alla Samp immagino sia una prima scelta. Rigoni può contare su una maggiore esperienza del campionato italiano rispetto ad un anno fa, quei mesi da agosto a gennaio 2019 gli saranno sicuramente utili a Genova".

Da addetto ai lavori quanto è alto l'interesse nel seguire l'esperienza bis di Emiliano Rigoni in Italia? "Molto interesse, ricordo l'anno scorso quando arrivò a Bergamo fu un grosso colpo. Assieme a Ilicic, Gomez e Zapata l'ex Zenit era un grosso acquisto come primo cambio. Sono molto curioso, a Genova molto probabilmente partirà titolare e dovrà dimostrare, non era facile farlo a Bergamo giocando a spizzichi e bocconi. Sono molto curioso e ho molta fiducia. Se poi dovesse fallire anche a Genova... diciamo che è una chance da non sprecare".

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