ESCLUSIVA SN – Cioce e il sogno nel cassetto: tornare alla Samp e provare i brividi del Ferraris”

07.03.2018 18:03 di Diego Anelli  articolo letto 3401 volte
ESCLUSIVA SN – Cioce e il sogno nel cassetto: tornare alla Samp e provare i brividi del Ferraris”

Uno dei protagonisti che hanno portato la Primavera blucerchiata fino alla scorsa edizione delle Final Eight. Questa è la prima annata al di fuori del mondo delle giovanili, iniziata con la casacca del Savona e proseguita accettando la proposta del Ligorna.  Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva Jacopo Cioce, un cuore blucerchiato fin dai primi battiti:

Jacopo, cosa ti è rimasto dentro della brillante esperienza in Primavera? “Mi porto dietro dei bellissimi ricordi, l'anno scorso siamo arrivati fino alle Final – Eight. Ho avuto la fortuna di conoscere mister Pedone, il quale mi ha aiutato tantissimo, anche nel farmi capire cosa avrei trovato e come mi sarei dovuto comportare tra i grandi. Sono rimasto in contatto con molti ragazzi, alcuni di loro tuttora in Primavera come Balde, Ricciulli, Pastor, Piccardo, incontrati anche in occasione delle mie recenti tappe a Bogliasco durante la riabilitazione per la lesione del collaterale del legamento. In diverse occasioni ho sentito anche Leverbe e Vrioni, entrambi in prestito in formazioni di Lega Pro”.

Come è stato l'affacciarsi al mondo dei grandi dopo la lunga trafila delle giovanili? “I primi mesi non sono stati semplici, a Savona ho giocato poco, ma è stata un'esperienza utile in quanto mi ha fatto vivere la panchina, quando non si gioca non è facile mentalmente, bisogna restare sul pezzo, con la testa sul campo, non mollare mai. Rispetto alla Primavera la serie D è un campionato molto più fisico, entrano anche in gioco variabili come la furbizia, spesso si affrontano avversari con molti anni d'esperienza sulle spalle, molto abili a giocare con il corpo”.

Tra le diverse richieste cosa ti ha spinto ad accettare la corte del Ligorna? “Il motivo principale è legato a mister Monteforte, tutti mi avevano parlato molto bene di lui. Avevo avuto occasione anche di vedere dei video delle partite disputate ad inizio stagione, il suo Ligorna offre un gioco molto propositivo. Ero convinto che mi sarei ambientato con facilità e così è stato”.

Gli obiettivi a livello personale e di collettivo in questa stagione. “L'obiettivo del Ligorna era e resta  la salvezza, da raggiungere il più presto possibile, una volta raggiunta vedremo se si può ottenere qualcosa in più. Nel mio piccolo punto a mettere un po' di presenze nel mio bagaglio d'esperienza e un domani vedere se è possibile il salto di categoria. Attualmente sono in prestito, il mio cartellino appartiene ancora alla Sampdoria, il sogno è tornare ad indossare la maglia blucerchiata stavolta con la prima squadra, ma prima dovrò vivere altre esperienze in prestito in campionati professionistici. Sono un tifoso Sampdoriano, fin da piccolo il sogno era quello di indossare la maglia della squadra del cuore. Sarebbe un onore giocare alla Sampdoria e provare i brividi del Ferraris, ecco il mio sogno nel cassetto”.

Soffermandoci un attimo sull'attuale Sampdoria che idea ti sei fatto della lotta per un piazzamento in Europa League? “La colonna portante della squadra è rimasta, il gruppo ha già lavorato per un anno alle dipendenze di Giampaolo, fattore che fa la differenza soprattutto a livello di concetti difensivi. In estate pochi innesti ma qualitativamente di valore. Sicuramente la squadra può ambire fino alla fine ad un posto in Europa, anche se il Milan si sta riprendendo e le formazioni sopra la Samp sono tutte partite con quell'obiettivo. Sampdoria e Atalanta hanno invece iniziato la stagione con l'obiettivo disputare un buon campionato. Credo che i bergamaschi possano essere l'avversario più ostico, anche in considerazione della presenza di un grande tecnico come Gasperini”.

In prima squadra in chi ti rivedi maggiormente a livello di caratteristiche? “Fisicamente assomiglio molto a Torreira che gioca nel mio ruolo, tecnicamente è davvero di primo livelo, è molto abile anche in fase di rottura, nella conquista dei palloni vaganti e ad attaccare subito in avanti rendendo l'azione propositiva. Torreira ha il merito di abbinare qualità e quantità, io devo ancora migliorare sotto il profilo della qualità, mi manca qualcosa e devo lavorarci”.

Concludiamo ritornando al Ligorna. Club da tre stagioni militante in serie D, ma sotto numerosi aspetti pare di aver a che fare con una compagine professionistica. “Sì concordo, anche se piccola si tratta di una società molto ben organizzata, tante persone per passione ci lavorano dietro. I giocatori scelgono il Ligorna proprio perchè si tratta di una società seria, in D è davvero difficile trovarle. Spesso ci si imbatte in club che non fanno i fatti, o non mantengono le promesse, qui invece fanno quello che ti dicono, è un aspetto fondamentale”.

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