ESCLUSIVA SAMPDORIANEWS - Mirko Conte: "Andrò sempre fiero di aver indossato la maglia blucerchiata"

29.04.2009 07:57 di Diego Anelli   Vedi letture
ESCLUSIVA SAMPDORIANEWS - Mirko Conte: "Andrò sempre fiero di aver indossato la maglia blucerchiata"

Ha vissuto gli ultimi anni della gestione Enrico Mantovani e ha conosciuto i primi passi dell’era Garrone – Marotta. Tra i giocatori più apprezzati dal pubblico doriano per costanza di rendimento, caparbietà, attaccamento alla casacca blucerchiata e un paio di goal indimenticabili, compreso il sigillo nel derby, è impossibile non pensare a Mirko Conte, al quale la gradinata sud dedicò lo striscione Con il Rosso non si passa. Sampdorianews.net lo ha contattato in esclusiva per i propri lettori, rivivendo insieme i fantastici momenti vissuti tra il 2000 e il 2004, oltre all’atmosfera legata al derby:

Mirko, come è proseguita la tua carriera al termine dell’esperienza blucerchiata?
“Ho trascorso 6 mesi in A con il Messina, che terminò al settimo posto, una bellissima esperienza. Dopo ho avuto la possibilità di venire ad Arezzo, dove sono ormai da quasi 5 anni: mi sono subito trovato benissimo. Il secondo anno con Gustinetti abbiamo sfiorato i play-off per giocarsi la serie A. Adesso stiamo lottando per conquistare la B tramite i play-off, mancati per un punto nella scorsa stagione”.

La gioia più indescrivibile e il rimpianto più pesante da digerire nel corso dell’intera carriera
“Se penso alla gioie, beh difficile non parlare della fortuna di giocare nell’Inter, la squadra per la quale ho sempre tifato in curva da ragazzo, ci ho giocato a 20 anni, pochi possono vivere soddisfazioni simili. Per quanto riguarda i rimpianti, forse posso riferirmi alla breve parentesi vissuta a Napoli, dove rimasi solo 6 mesi per approdare poi al Vicenza. La squadra non andava bene, fu una brutta annata terminata con la retrocessione, avrei voluto vivere l’esperienza napoletana in modo diverso, considerando l’importanza della piazza e il blasone della società”.

Tuoi ricordi degli anni passati indossando la nostra casacca
“Trovare di meglio del Doria è sinceramente difficile. Sono stati i 4 anni più belli della mia carriera da ogni punto di vista, senza nulla togliere al Messina e all’Arezzo. Quando sono andato via ero in scadenza di contratto, c’è stata forse qualche incomprensione della società nei miei confronti, a volte capitano scelte non a proprio favore, ma non provo alcun rancore, anzi, ringrazio anche la società per avermi consentito di vestire questa maglia, ne andrò fiero per sempre. Se rivivo quei 4 anni, mi vengono subito in mente il goal contro il Messina e il sigillo nel derby. Il successo contro il Messina ci ha consentito di concretizzare il traguardo salvezza, quell’anno tecnicamente eravamo tra le squadre più forti in B, a volte non bastano i valori tecnici e vanno a pesare situazioni diverse, per fortuna riuscimmo a salvarci e cambiò la società con l’avvento di Garrone. Segnare nel derby è una gioia indescrivibile, chi non la prova non sa come ci si può sentire.”.

“Con il Rosso non si passa” fu uno degli striscioni a te dedicati dal pubblico doriano. Il tuo rapporto con la tifoseria blucerchiata.
“Semplicemente splendido. Anche grazie alla tifoseria ho vissuto gli anni migliori della mia carriera. Ero amato, mi volevano bene, sono cose che senti quando sei in campo, ero apprezzato perché si rendevano conto che davo tutto e anche oltre per la Sampdoria. Ancora oggi esiste un buon rapporto, ho ancora amici a Genova, quando passo da quelle parti, mi guardo qualche partita”.

Palombo è l’unico giocatore di quella Sampdoria rimasto in blucerchiato. Flachi è ritornato in campo dopo 2 anni d’assenza: come giudichi l’esplosione del primo e la rinascita del secondo?
“Angelo è ormai diventato il simbolo della squadra, è un centrocampista che merita la Nazionale, è cresciuto tantissimo. Quando è arrivato, era l’anno della promozione, giocò subito titolare, si vedevano subito le sue qualità. Al di là di Cassano che fa fare il salto di qualità, Palombo è il punto di riferimento per i compagni, dentro e fuori dal campo. Sono davvero felice per lui, è un ragazzo d’oro, una persona con la testa sulle spalle. Ho un po’ perso i contatti con Francesco, sicuramente mi ha fatto grande piacere rivederlo giocare, ha capito l’errore che ha fatto, ha trovato la forza per ricominciare. Peccato, probabilmente senza quella vicenda, sarebbe ancora nella Sampdoria. La nostra squadra vantava un gruppo fantastico, senza di quello non arrivano i risultati, a prescindere dai valori tecnici”.

Il derby è una partita difficile da decifrare. Sei stato l’uomo derby: che emozioni si provano in campo? Quali sono i segreti per uscire vincitori?
“Il derby è sempre una gara strana, non sempre vince la squadra con più punti in classifica, o nel miglior periodo di forma. Si tratta di una sfida a sé, fuori dal contesto del campionato, che si vive di giorno in giorno, tutta la settimana, con i tifosi che vengono a caricarti durante gli allenamenti, dei derby si parla per l’intera annata e non solo. Nonostante le ultime 2 sconfitte, il Genoa sta disputando un grande campionato. Non ho consigli da dare ai giocatori, sanno benissimo che si tratta di una partita da giocare al massimo della determinazione, grinta e coraggio, tanto coraggio”.

Chi può essere l’uomo derby?
“Con tutto il cuore mi auguro sia Palombo: è il capitano, sarà sempre protagonista, ma, in caso di rete, rimarrà nella storia, poi non ha mai segnato nelle stracittadine, è anche ora. È l’unico rimasto della nostra Sampdoria, si merita un goal di così tanta importanza”.

Come giudichi la stagione dell’attuale Sampdoria?
“Tirando le somme la giudico positivamente. Si è ripresa in campionato ed è arrivata in finale di Coppa Italia. Se meglio affrontare la Lazio, o la Juve? In finale un avversario più o meno vale l’altro, forse la Juve può contare su una maggiore abitudine di giocare partite così importanti. Sono sfide da giocare fino all’ultimo secondo, decideranno gli episodi, spero a favore della Sampdoria”.

Un saluto ai sempre più numerosi lettori di Sampdorianews.net e a tutti i tifosi doriani
“Dei 4 anni in blucerchiato mi porto dentro tre mila emozioni. Quando ti giri e guardi la gradinata sud, non puoi far altro che augurare le massime soddisfazioni ai tifosi doriani: vincere il derby, conquistare la Coppa Italia, si meritano soltanto successi”.

Si ringrazia l’ufficio stampa dell’Arezzo Calcio per la disponibilità mostrata nei confronti della nostra testata.