Romero protagonista, De Silvestri guerriero, Krsticic insostituibile, Sansone valore aggiunto
Romero 7,5: autentica saracinesca. Dice di no con un gran colpo di reni alla conclusione a giro di Lamela ad inizio partita, risponde presente sul siluro di Totti su calcio di punizione. Nella ripresa diventa protagonista, prima neutralizzando la conclusione di Osvaldo dal dischetto, poi sbrogliando un paio di situazioni pericolose uscendo in maniera tempestiva ed elegante.
Gastaldello 6,5: prestazione diligente ed efficace, l’intervento da rigore si rivela l’unica occasione in cui va in difficoltà. Si conquista la punizione vincente di Sansone con una progressione a testa alta da applausi.
Rossini 6,5: buon senso della posizione, non perde il bandolo della matassa contro attaccanti di assoluto livello.
Costa 6,5: puntuale negli interventi difensivi, elegante quando si sgancia in avanti. Nella prima frazione è bravo e fortunato a respingere la conclusione a botta sicura di Pjanic.
Estigarribia 7: in netta difficoltà nei primi 20’ quando Lamela sembra superarlo con eccessiva semplicità e il pessimo terreno di gioco gli impedisce gli scatti da velocista. Con il passare dei minuti però sale in cattedra, già prima dell’intervallo, con un paio di fughe che mettono la Roma in difficoltà, compreso De Rossi, costretto a rimediare il giallo. Nella ripresa si trasforma in attaccante aggiunto, ha il merito di sbloccare la gara con un diagonale perfetto e potente e di creare scompiglio nella retroguardia giallorossa. (87’ Poulsen n.g.).
Krsticic 7: il giallo nei primi minuti non condiziona assolutamente la sua gara, continua a pressare qualunque avversario, lotta, contrasta, imposta, verticalizza, non si ferma mai. Insostituibile.
Obiang 6,5: qualche errore non da lui in fase d’impostazione soprattutto nei primi 45’, meglio nella ripresa, quando riprende le redini del centrocampo e agisce da diga davanti alla difesa.
Poli 7: moto perpetuo del centrocampo doriano. Cerca di supportare la manovra offensiva e si sacrifica in fase di copertura, costringendo spesso e volentieri gli avversari a perdere palla in fase d’impostazione. Sfiora la gioia personale.
De Silvestri 7: fa tutta la fascia un numero incalcolabile di volte, si perde il conto, supporta l’azione offensiva, limitando i buchi in fase difensiva. Lotta su ogni pallone, protegge la fascia destra con autorevolezza, disinvoltura e uno spirito guerriero che gli consente di tenere alta la concentrazione anche nei minuti finali quando la stanchezza la faceva da padrona.
Soriano 5: non entra mai in partita, talvolta eccessivamente lezioso, in altre occasioni confusionario. Ha talento, deve essere supportato, ma lui stesso deve cercare un gioco più concreto e semplice, accantonando giocate fine a se stesse.
(46’ Sansone 8: un assist per Estigarribia, un grandissimo goal su calcio piazzato, precisione sul corner che ha consentito a Icardi di chiudere definitivamente la gara, senza dimenticare un paio di pregevoli giocate. In tanti, troppi avevano sottovalutato il suo arrivo, ok saremmo pure in serie A, ma 20 goal come principale trascinatore del Sassuolo in B non rappresentano un biglietto da visita da poco. Valore aggiunto).
Icardi 6,5: ha il merito di mettere in cassaforte il successo con la rete del 3-1, capitalizzando al massimo le palle giocabili messe a disposizione dai compagni. Prima di quell’occasione non aveva quasi mai inquadrato lo specchio della porta, conferma un gran fiuto per il goal. Complessivamente svaria molto sull’intero fronte offensivo, ma, prima dell’ingresso in campo di Sansone, i rifornimenti scarseggiano e fatica a far salire la squadra.
All. D. Rossi 7: viste anche le assenze di Eder e Palombo, parte con una Samp molto prudente, con l’inserimento di Soriano al fianco di Icardi, una scelta che si rivela non azzeccata per il rendimento non all’altezza dell’ex Bayern Monaco. Ha il merito di non perdere tempo e gettare nella mischia Sansone dal 1’ della ripresa e la musica cambia. Al di là dell’ingresso dell’ex granata, nella ripresa la squadra ha assolutamente interpretato in campo la tattica e la determinazione del proprio tecnico, offrendo una della frazioni meglio giocate dell’intera stagione blucerchiata. All’uscita dal campo i pugni al cielo, simbolo di carica agonistica e un’incontenibile voglia di raggiungere quanto prima l’obiettivo della salvezza, prende la sciarpa lanciata dai distinti e ringrazia. Fa già parte di noi.
