Linetty e Caprari determinanti. Verre da rivedere. Quagliarella instancabile

15.10.2017 17:49 di Diego Anelli   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Linetty e Caprari determinanti. Verre da rivedere. Quagliarella instancabile

Puggioni 6: anche lui ha qualche responsabilità in occasione del vantaggio orobico. Nel resto della gara non sbaglia nulla, salvando i suoi sia ad inizio gara su Ilicic e Freuler, sia nel corso della ripresa quando Gomez e Cornelius provano a rispondere colpo su colpo.

Strinic 6: la media voto tra i primi 45', nei quali è in perenne difficoltà dinanzi alle avanzate di Hatebour, e la ripresa, quando rivediamo l'ex partenopeo capace di mettere in evidenza tempismo, personalità e dinamismo, con la ciliegina dell'assist per il 2-1.

Regini 5,5: un paio di mancate chiusure prima dell'intervallo rischiano di complicare la vita alla retroguardia, ma per fortuna l'Atalanta non riesce a trovare il raddoppio. Migliora con il passare dei minuti, riuscendo a ritrovare il senso della posizione delle precedenti gare.

Silvestre 5,5: Petagna riesce a mettere in difficoltà la coppia difensiva giocando di sponda al fine di allargare il gioco, almeno per mezz'ora anche Ilicic resta una spina nel fianco non fornendo punti di riferimento. Appena la Sampdoria sale in cattedra e gli orobici scendono d'intensità, i pericoli diminuiscono e la gestione del reparto torna all'altezza della situazione.

Bereszynski 6: Spinazzola è un brutto cliente e impiega un po' di minutaggio per limitarne il raggio d'azione. Acquisisce sicurezza con un paio di sgroppate meritevoli di maggiore fortuna.

Verre 5,5: un paio di buoni recuperi e qualche servizio in profondità degno di segnalazione in una prestazione complessivamente un po' timida e caratterizzata da qualche imprecisione di troppo. All'esordio dal 1' ha la grossa giustificazione di una squadra non in giornata fino al break che non l'ha sicuramente aiutato a rendere al meglio. Da rivedere.

(46' Linetty 7: trasforma la mediana in termini di dinamismo, capacità di aggredire gli spazi e cattiveria agonistica. Realizza un goal dal grande valore tecnico che chiude la gara).

Torreira 6: prestazione meno appariscente rispetto al recente passato, ma comunque ricca di prezioso lavoro sporco e grande senso della posizione.

Praet 7: anche nella frazione di maggiore difficoltà è tra i pochi a farsi notare per qualche buona iniziativa e personalità da vendere. Quando la squadra inizia a girare al meglio, il rendimento del belga sale ulteriormente di livello, diventando decisivo nelle azioni di due goal.

Ramirez 5: non riesce ad incidere. Lento e prevedibile, diventa facile preda dell'asfissiante pressing atalantino.

(46' Caprari 7: la sua posizione manda in tilt gli equilibri di Gasperini. Talvolta imprendibile, in diverse occasioni fondamentale per riallacciare attacco e mediana. Un gran bel goal porta il Doria in vantaggio).

Quagliarella 6,5: non riesce a trovare la via della rete nonostante l'errore di Berisha ad inizio gara e alcune ripartenze non sfruttate a dovere dai compagni sul 2-1. Suo l'assist per il pari di Zapata, encomiabile in fase di non possesso.

Zapata 7: il trio difensivo neroblu riesce a contenerlo soltanto per 45', poi nonostante i lunghi viaggi  diventa attore protagonista gettando in campo tutta la propria fisicità e la capacità di risultare decisivo nei momenti topici della sfida. Un goal, un ottimo triangolo con Strinic che porterà al 2-1 di Caprari e numerose serpentine da standing – ovation (Kownacki n.g.).

All. Giampaolo 7,5: si fatica a riconoscere la sua Sampdoria nella prima metà di gara, i suoi ragazzi non riescono a trovare le giuste contromisure ad un meccanismo, almeno all'apparenza, quasi perfetto degli avversari. Nell'intervallo non perde tempo e cambia volto alla squadra, dando fiducia a Linetty e rischiando Caprari al posto di Ramirez. Gli equilibri reggono, i subentrati vanno in rete e trasformano il collettivo. Questi 3 punti arrivano anche per merito del mister, bravo ad individuare i punti sui quali poter rimettere la Samp in carreggiata e in grado di far male ad un avversario fino a quel momento padrone del campo.