Linetty ancora in goal. Bene i terzini. Buon rientro di Viviano

29.10.2017 18:04 di Paolo Paolillo   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Linetty ancora in goal. Bene i terzini. Buon rientro di Viviano

Viviano 6.5: un bentornato con vittoria per il portierone di Fiesole, che chiude provvidenzialmente lo specchio a Meggiorini, poco dopo il secondo vantaggio doriano. Parata decisiva perché un nuovo pareggio clivense avrebbe avuto conseguenze ben diverse da quelle accadute.

Sala 6,5: ottima partita del laterale ex Verona, che a parte uno svarione ad inizio partita, chiude pressa e tiene bene la corsia destra, come rare volte si è visto fare da lui. Se continuerà così sarà una utile alternativa a Berszynski.

Silvestre 6: partita di sofferenza nel primo tempo del jefe della difesa doriana, che soffre il movimento di Inglese e Meggiorini, perdendone ogni tanto le tracce. Nella ripresa cresce con la squadra e ridiventa impenetrabile.

Ferrari 6: va in difficoltà nel primo tempo per gli stessi motivi di Silvestre, anche se si dimostra più presente dell'argentino. Nella seconda metà della gara, invece, dimostra il crescente feeling con il compagno di reparto ed è provvidenziale in un paio di chiusure.

Strinic 6,5: eleganza e concretezza. Gioca una partita di rara sagacia tattica, condita da sgroppate sempre e solo di qualità. Sceglie bene i tempi sia in chiusura che in impostazione. I “bravo” dei tifosi in gradinata si sprecano e ne hanno ben donde, il croato è un giocatore sontuoso.

Torreira 8: infinito. Decide di segnare il suo primo gol in Serie A con una punizione alla Juninho Pernambucano. Un gol di importanza decisiva nell'economia della gara che riporta avanti la Samp dopo l'immediato pareggio di Cacciatore. Chiude la gara con un delizioso remate al volo di destro dal limite dell'area. Nel mezzo una dozzina di palloni recuperati e la solidità di un giocatore che oramai è padrone del centrocampo – non solo quello doriano -.

Linetty 7: altra stupenda prestazione del centrocampista polacco, che ha scalzato dall'undici iniziale Barreto ed è in piena fiducia. Al di là del terzo gol consecutivo in casa, garantisce fisicità ad una linea che latita da quel punto di vista. Corre per tre e porta spesso il pallone in zona calda. La rete è frutto di una giocata da calcio a 7: imbeccata per la punta, rimpallo e piattone sotto la traversa. Ora come ora è imprescindibile (dal 86' Verre s.v.: una volata solitaria con un bel cambio di gioco e poco altro).

Praet 6: prestazione in leggera ombra rispetto alle ultime per il belga, che rimane comunque un punto fisso nello scacchiere di Giampaolo. Soffre la fisicità di Castro e Radovanovic, che provano a limitarlo e si propongono spesso, specie l'argentino (dal 66' Barreto 6: si mette lì e comincia il suo solito lavoro di interdizione. Pare recuperato nonostante i problemi fisici).

Caprari 6: entra nell'azione del 3-1, quando imbecca in maniera splendida Quagliarella sul vertice sinsitro dell'area di rigore ma è anche quello che patisce di più l'aggressività del Chievo nella prima parte di gara. Nel secondo tempo migliora ma manca l'acuto personale (dal 60' Ramirez 6: entra e gestisce bene la palla).

Quagliarella 6,5: prova di sacrificio del capitano blucerchiato, che mette un assist importante a Zapata per il gol che chiude virtualmente la contesa. Si batte – come al solito – con testardaggine e coraggio, evidenziando anche una forma fisica eccellente.

Zapata 7: grandissima prova del colombiano, che segna da rapace dell'area di rigore. Si danna come un matto per tutta la partita, taglia e cuce sui difensori gialloblù, con cui fa “a cazzotti” durante tutto l'arco della gara. Dimostra velocità e solidità, spostarlo è impossibile. Sporca un sacco di palle alte. Era la punta di peso che mancava a questa Sampdoria.

All. Giampaolo 7: bravo a trasmettere alla squadra il coraggio e la voglia di non uscire dal match anche quando si soffre e anche quando le giocate sembrano non arrivare mai. Fortunato perché le due giocate che indirizzano il match dalla sua parte sono figlie di un rimpallo e di una prodezza da trenta metri. Si sa, però, che chi è bravo – spesso – è anche fortunato. Entra nella storia come condottiero dalla panchina della prima Sampdoria che vince le prime cinque partite consecutive in casa.