Krsticic è il faro, gli attaccanti non pungono

Krsticic è il faro, gli attaccanti non pungonoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 3 aprile 2013, 21:47Il Pagellone
di Diego Anelli

Romero 6,5: pomeriggio d’ordinaria amministrazione tranne il doppio intervento sull’incursione di Palacio sul filo dell’offside ad inizio partita quando prima in uscita, poi smanacciando la conclusione indirizzata sotto la traversa, salva i suoi alla prima azione offensiva interista degna di nota. Tenta il miracolo sul colpo di testa vincente di Palacio, ma riesce soltanto a deviare la sfera.

Mustafi 6: prestazione diligente, in scivolata salva un goal fatto su conclusione a botta sicura di Palacio nel corso della ripresa. Si sgancia raramente in avanti, preoccupandosi innanzitutto di presidiare con attenzione la propria zona di competenza.

Palombo 6,5: il migliore del pacchetto arretrato, gioca spesso e volentieri d’anticipo e detta i tempi nella fase iniziale della manovra. Non impeccabile sui calci piazzati, interessanti invece un paio di lanci in profondità alla ricerca delle punte. Con Gastaldello non neutralizza Palacio in occasione del vantaggio.

Gastaldello 6: la mancata copertura su Palacio sul traversone di Pereira dalla sinistra è l’unico aspetto negativo di una prestazione complessivamente più che sufficiente, nella quale ha denotato concentrazione e tempestività negli interventi.

Estigarribia 6: attento in fase di copertura, si sgancia con costanza almeno per un’ora, cala alla distanza.

(77’ Poulsen 6: entra in campo con il giusto piglio, si procura una punizione da posizione invitante e cerca il fraseggio nello stretto con i compagni).

Poli 6: smania dalla voglia di lasciare il segno realizzando il goal dell’ex, si danna l’anima, ma non trova il guizzo vincente. Consueta gara di grossa sostanza nel cuore del centrocampo, qualitativamente va a corrente alternata.

Obiang 6,5: prezioso in fase di rottura del gioco avversario, bravo al momento di verticalizzare, cerca di non buttare mai via un pallone provando anche la conclusione in un paio di circostanze.

Krsticic 7: il migliore dei suoi. Gioca almeno un’ora a ritmi elevatissimi e a standard qualitativi assai rilevanti. È ovunque, spezza il gioco avversario, pressa a tutto campo, recupera palloni, imposta, fa possesso palla, verticalizza e sfiora il goal con un siluro dal fuori, sul quale Handanovic toglie la sfera dall'incrocio compiendo un intervento prodigioso. Non appena scende fisiologicamente d’intensità, si spegne la luce della manovra doriana. (86’ Munari n.g.).

De Silvestri 6,5: mai domo, un treno sulla destra. Presidia più che diligentemente la corsia di competenza, si sgancia più volte in avanti, una sua incursione a metà ripresa avrebbe meritato maggior fortuna, ma l’azione è stata mal accompagnata dai compagni. Tiene botta e spesso ha la meglio su Pereira, il quale però ha dalla sua parte il cross per il goal di Palacio.

Icardi 5,5: si fa notare esclusivamente nel gioco aereo, in un’occasione Handanovic compie un intervento decisivo. Come avvenuto nelle quattro precedenti sfide, fatica a tenere palla, a far salire la squadra e a giocare di sponda, il suo lavoro al servizio della squadra non fa la differenza. Non ha tantissimi palloni giocabili, ma non sfrutta come dovrebbe gli spazi in profondità e fatica a trovare l’intesa con i compagni di reparto.

Sansone 6: costringe Handanovic ad un gran intervento ad inizio ripresa. Tatticamente prezioso, si danna l’anima anche in fase di copertura al servizio della squadra. Da perfezionare l’intesa con Icardi.

(59’ Maxi Lopez 5,5: non è al top della condizione fisica e non potrebbe essere altrimenti, visto anche lo scarso minutaggio finora accumulato una volta ripresosi dall’infortunio. Fatica a trovare la posizione nel reparto avanzato, realizzando spesso gli stessi movimenti di Icardi. Talvolta va alla ricerca della giocata ad effetto quando invece sarebbe richiesta maggiore concretezza).

All. D. Rossi 6: la squadra fa la partita che ci si aspettava: reparti corti, atteggiamento aggressivo e predisposto all'aggressione degli spazi. Il goal subito alla seconda occasione creata dagli avversari  e a pochi minuti prima dell’intervallo scombussola un po’ i piani, ma la Samp, pur andando a corrente alternata, non si perde mai e va alla caccia del pari fino alla fine con le risorse a propria disposizione. La carenza di alternative offensive in fase di realizzazione inizia a farsi sentire.