SN - La STORIA si chiama SAMPDORIA: Bruno Mora, protagonista anche da portiere

31.05.2020 16:04 di Redazione Sampdoria News   Vedi letture
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
SN - La STORIA si chiama SAMPDORIA: Bruno Mora, protagonista anche da portiere

Nello scorso numero della nostra rubrica targata Sampdorianews.netLa Storia si chiama Sampdoria ci eravamo soffermati al particolare episodio di Giuseppe Moro, portiere improvvisatosi calciatore in movimento. Oggi andiamo a ricordare un evento esattamente opposto, accaduto il 7 dicembre 1958, in quel giorno ospitavamo il Padova di Sergio Brighenti. 

La partita si mette subito bene con il vantaggio siglato nei primi minuti da Cucchiaroni, al 42' accade l'episodio chiave della sfida quando Brighenti, il quale sarebbe diventato in seguito uno degli autentici protagonisti del nostro quarto posto, si scontra involontariamente con Ugo Rosin che ebbe la peggio. Ricovero immediato a Sampierdarena per una violenta contusione cranica.

A quel punto bisognava capire chi sarebbe andato a difendere la porta della Sampdoria, a quei tempi non era ancora in vigore la regola dell'ingresso del n.12. In quella squadra fioccavano i calciatori di classe e grossa personalità; da Cucchiaroni ad Ocwirk, da Vincenzi a Bergamaschi e Bernasconi, soltanto per citarne alcuni. La scelta cadde su Bruno Mora, proprio uno degli elementi di indubbio carattere, come quello di un cavallo purosangue, seguendo le cronache dell'epoca, disponibile allo scherzo ma sempre un po' fumantino. 

Sarebbe inevitabile e umano restare almeno per un attimo spaesati e indecisi sul prosieguo della sfida, invece Mora tranquilizza i compagni, si fa forza e si carica ad ogni intervento. Al triplice fischio finale vinciamo 3-0, ci pensano Recagno ed Ocwirk ad arrotondare il risultato nella ripresa. È stato uno dei tanti episodi che ricordano il grande Bruno Mora, classe 1937, nato a Parma e cresciuto nella Sampdoria con la quale andò a segno in ben diciannove occasioni in sessantacinque presenze tra il 1957 e il 1960, diventando una delle principali ali destre nel panorama nazionale.  Juventus, Milan, Parma e Nazionale, partecipando anche al Mondiale del '62 in Cile, andarono ad arricchire la carriera, in particolare grazie ai trofei vinti con i rossoneri: la Coppa dei Campioni nel 1963 contro il Benfica, la Coppa Italia e lo Scudetto nel 1968.

Il percorso professionale avrebbe potuto registrare un'ulteriore accelerata se non fosse stato per il grave infortunio subito nel pieno della carriera, rottura scomposta di tibia e perone in uno scontro di gioco con il portiere Giuseppe Spalazzi in forza al Bologna, costringendolo a saltare il Mondiale del '66 in Inghilterra e ad allontanarsi progressivamente dal calcio ai massimi livelli. 

Chiudiamo questo numero ricordando la tripletta realizzata a Genova da ex indossando la maglia della Juventus contro la Sampdoria del Presidentissimo Ravano nel novembre 1960. Furono evidenti la nostalgia e il dispiacere in tutti i tifosi per la cessione di quel grosso talento, talvolta ricordato per l'abbigliamento alla moda e l'atteggiamento sbarazzino, ma in primis caratterizzato dal grande senso di squadra, assumendosi sempre e non soltanto le proprie responsabilità, come avvenne quel 7 dicembre 1958. 

Mora è mancato a Parma il 10 dicembre 1986 a causa di un brutto male. Alla guida del settore giovanile del Parma ha messo a disposizione il grande fiuto per i talenti, scoprendo giocatori del calibro di Carlo Ancelotti e Nicola Berti.