Quando Motorino Guberti e Comandante Pazzini firmarono il successo
38 partite, 19 vittorie, 10 pareggi, 9 sconfitte. 49 gol fatti, 41 quelli subiti (di cui solo 10 tra le mura amiche), miglior difesa “casalinga” d’Europa davanti a Manchester United e Barcellona e il quarto posto finale rappresenta il punto d’arrivo di una stagione in cui la Sampdoria ha scritto un’altra parte della sua storia. Ma non una storia come le altre; perché c’è un capitolo di storia che parla di uno Scudetto vinto nel 1991 e si dilunga fino a raccontare di una Supercoppa Italiana, un altro che racconta di 4 Coppe Italia, un altro ancora che ci parla di una Coppa delle Coppe.
Ma questa del quarto posto, sebbene non rappresenti la vittoria di un trofeo, è comunque una bellissima favola del giocattolo Sampdoria. Pazienza se questa favola alcuni la considerino già terminata dopo la sconfitta contro il Werder Brema rimediata nei 180 minuti di partita. In fondo, credo abbia ancora qualcosa da dire, magari non di così toccante come l’inno della Champions ascoltato a Marassi all’ingresso in campo delle due squadre, ma sempre di Europa di parla quando diciamo che la squadra parteciperà almeno alla fase a gironi della prossima edizione dell’Europa League. E pensandoci, questo è una conseguenza del risultato ottenuto nel campionato scorso.
Adesso ne sta per cominciare un altro di campionato e i protagonisti di questa favola, sperando che di favola si tratti, saranno pressoché identici. Manca il Pirata verde (Storari), ma si aggiungono i nuovi Curci e Da Costa, il Vichingo Volta, il Folletto Koman, il Fabbro Dessena. I 3 Comandati sono rimasti, pronti a guidare una giovane squadra il più in alto possibile.
Arriva la Lazio al Ferraris domenica prossima e la Samp dovrà combattere contro le fatiche di Coppa. Servirà la miglior squadra possibile per superare il primo ostacolo e mantenere l’imbattibilità casalinga che dura dal dicembre scorso quando in coppa Italia fummo sconfitti dal Livorno per 2 – 1. Inoltre contro i biancocelesti a Marassi non si perde dal 2005 e i dati complessivi parlano di 16 vittorie Samp in 45 incontri, di 16 pareggi e 13 vittorie laziali.
Se sfogliamo le pagine della favola, contro la Lazio troviamo una vittoria per 2 – 1 nonostante lo svantaggio iniziale a seguito del goal siglato da Floccari. La truppa di Del Neri non si è scomposta e a più riprese si è fatta vedere dalle parti di Muslera. Il pareggio è firmato da Motorino Guberti, che oltre a disegnare, palla al piede, traiettorie incomprese dagli avversari, ha portato con se quel giorno alcune molotov nel bauletto. Una di queste ha deciso di spararla verso la porta del povero Muslera e di incendiare la rete.
Poi, come giusto, sta al Comandante effettuare il sorpasso; dei 3 di cui parlavo prima, chi decide di lavorare è Giampaolo Pazzini, che riceve dall’Ala Volante Semioli un pallone che scarica di prepotenza sul primo palo. E che sorpasso sia. Nella ripresa rimaniamo avanti, almeno nelle battute iniziali e Gladiatore Lucchini sfiora il goal dopo un’azione confusa a seguito di un calcio d’angolo. Poco dopo, Fantantonio Genio Cassano (l’altro Comandante) entra in campo, dopo più di un mese ai box e sfiora la terza marcatura, negatagli da Muslera con un’uscita dispera abbondamente fuori dall’area di rigore.
Nel finale Pirata Storari si scontra in uscita con Saggio Zauri, rimanendo a terra per alcuni secondi facendo temere il peggio. Per fortuna si rialza e, dopo la sofferenza a seguito degli ultimi disperati attacchi biancocelesti, l’arbitro fischia la fine.
Una bella vittoria, che si spera di poter ripetere in questa stagione, per partire con il piede giusto, per dimenticare in fretta la mancata qualificazione alla fase a gironi che brucia ancora e lo farà per un bel po’, ma soprattutto per scrivere la prima di trentotto pagine di storia, la quale tutti quanti speriamo, possa essere il proseguo della favola dell’anno scorso.
