Pari: "Sono marchiato a fuoco, quando sento l'inno ho la pelle d'oca. Quella medaglia a Wembley..."

22.05.2020 10:19 di Emanuele Massa   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Pari: "Sono marchiato a fuoco, quando sento l'inno ho la pelle d'oca. Quella medaglia a Wembley..."

Intervenuto nel corso della diretta web di Una Banda di Cialtroni, Fausto Pari ha ricordato il lungo periodo trascorso in blucerchiato a cominciare dal rapporto con la tifoseria:

"Sono andato via nel '92, se sono qua nel 2020 e quando sento l'inno dei De Scalzi mi viene ancora la pelle d'oca c'è qualcosa che mi tocca dentro, vuol dire che i tifosi mi hanno trasmesso qualcosa che mi rimarrà per tutta la vita. Sono marchiato a fuoco. Questo grazie a una grande famiglia e a un grande presidente, non ce lo dimentichiamo mai".

Su Wembley. "Ho ancora una spina qui... alla premiazione ci diedero la medaglia, sono andato sotto i miei magnifici tifosi e ho scagliato la medaglia in curva. Il sabato mattina arrivò un ragazzino a Bogliasco, ci stavamo preparando per la mia ultima partita con la Samp. Il ragazzino mi dice 'io ho la tua medaglia, te la do se mi dai una maglia'. Io gli ho risposto un po' malamente. Sono andato a casa e mia moglie mi ha rimproverato, dicendo di chiamarlo e dirgli che gli avrei dato la maglia. Ho fatto il baratto ma non so dove è finita quella medaglia. Una grande gioia arrivare lì ma una grande ferita, sarebbe stata la chiusura di un cerchio".

Con Paolo Mantovani. "Tornavamo da Lisbona, con l'aereo passammo sopra Sant'Ilario, e il Presidente mi disse 'Vedi quella là? É la mia villa, se sposi mia figlia Ludovica potrebbe essere tua". Io diventai bordeaux e dissi: 'Presidente mi sono appena fidanzato'. Lui rispose ridendo sotto i baffi 'Ah, sono affari tuoi. Allora ti mando alla Roma'.

Dopo Torino-Samp. "Ci fu la scena di Graeme Souness contro il Toro sotto la Maratona che fece infuriare i tifosi. A fine partita io e Vierchowod uscimmo per prendere la sua automobile, ci riconobbero, incominciarono a scuotere la macchina, se non fossero arrivati i Carabinieri saremmo ancora al Comunale ora".

La vittoria più importante. "La prima Coppa Italia, ci ha fatto capire la nostra forza, che potevamo fare cose importanti. la Samp non aveva mai vinto niente di importante, vincemmo contro il Milan, noi eravamo degli 'intrusi' e gliel'abbiamo messa in quel posto. Erano gli anni in cui avveniva di tutto, quell'anno a Torino Vialli prese un ceffone da Brio a un metro dal guardalinee, che non ha detto niente. Erano anni in cui la sudditanza avveniva molto facilmente".

Su un possibile ruolo nella Samp e sulla trattativa fallita con il gruppo Vialli. "Sapete il bene che voglio a quei colori e a quella società, domanda per me superflua, ma ad ora parliamo di fantacalcio, quando dovesse avvenire ne parleremmo. Luca era proprio preso, ci ha creduto molto".