I saluti di Bobby Gol e la fine di un ciclo...

I saluti di Bobby Gol e la fine di un ciclo...TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Pietro Bertea
sabato 13 febbraio 2010, 11:44Giocavamo insieme, sempre io e te...
di Stefano Sommariva

Era un pomeriggio primaverile, piovoso, che fece assumere a Marassi le sembianze di una piscina piuttosto che di un campo da calcio. Tanta la pioggia caduta nei giorni antecedenti la gara e molta fu anche quella del mattino stesso. I teloni fecero in ogni caso il loro dovere, permettendo a Sampdoria e Fiorentina di scendere in campo per l’ultima giornata del campionato di serie A.

Il significato di questa partita, a livello di classifica è pressochè nullo; Fiorentina in zona tranquilla, Sampdoria già qualificata per l’Europa. Ranieri si permette di schierare alcuni giovani promettenti come Vendrame e Benin, oltre ai più esperti Piacentini, Pusceddu, Serena e al centravanti Batistuta. Eriksson invece, per dieci undicesimi schiera la formazione titolare; l’unica eccezione è rappresentata da Fausto Salsano che sostituisce Juan Sebastiàn Veròn, al quale sono state concesse le ferie con una settimana d’anticipo.

Ho scelto di raccontarvi questo match perchè, per la Sampdoria, rappresenta la vera fine di un ciclo, appunto il ciclo Eriksson. Come per lui anche per Invernizzi, Salsano e soprattutto per Roberto Mancini sarà l’ultima partita in blucerchiato (Invernizzi dopo quella partita chiuderà con il calcio giocato, a 34 anni, presto per un giocatore ma per sua stessa ammissione “quando ti accorgi che i giovani vanno più forte di te è giusto fermarsi”). Applausi scroscianti per lui e per Bobby Goal, entrati in campo prima degli altri per il riscaldamento.

La partita è molto maschia, difficile vedere bel gioco su un campo così pesante; Firicano marca Mancini, rifilandogli calci per tutti i novanta minuti (l’arbitro Branzoni lo ammonirà soltanto al minuto 87), Franceschetti combatte come di consueto nella zona nevralgica del campo, mentre Sinisa Mihajlovic e Matteo Mareggini, portiere viola per l’occasione al posto di Toldo, danno vita ad una “sfida nella sfida”, viste le belle parate del portiere viola sui calci piazzati del mancino doriano.

Nella prima parte di match la Sampdoria sembra tenere il campo con tranquillità, ma, alla prima occasione, la Fiorentina punisce; Piacentini scende sulla fascia e crossa, Ferron è bravissimo a respingere il colpo di testa di Batistuta, ma "spadino" Robbiati è lesto nel ribadire in rete. Da qui il ritmo cresce. Mancini diventa regista di tutte le sortite offensive e un grosso plauso va anche a David Balleri; tantissimi i chilometri percorsi dal terzino livornese sulla fascia destra, mettendo a più riprese in difficoltà Pusceddu, costretto agli straordinari per controllarlo.

Il pari è nell’aria e, dopo un paio di occasioni da calcio piazzato, arriva il goal numero 22 di Vincenzo Montella; dopo una mischia nell’area viola è Christian Karembeu a recuperare palla al limite e servire il numero nove blucerchiato, il quale si libera di forza di Firicano e in scivolata batte Mareggini. Si va al riposo sul risultato di 1 a 1, che sarà anche quello finale, visto che nella ripresa domina l’agonismo, ma scarseggiano le occasioni da goal.

Il dopo gara è assolutamente commovente; Invernizzi, Salsano ed Eriksson salutano Marassi, mentre Roberto Mancini regala magliette blucerchiate ai tifosi, salutando la Sampdoria dopo 15 anni, 566 presenze, 171 goal, 1 scudetto, 4 Coppe Italia, 1 Coppa delle Coppe e 1 Supercoppa Italiana. “Un pezzo del nostro cuore viene via con te”, recita uno striscione, e la Genova blucerchiata saluta con un applauso da brividi uno dei giocatori italiani più forti di sempre. Grazie Mancio.