ESCLUSIVA SN - 1946, Ferrera: "Genzano, da semisconosciuto allo status di idolo"

22.12.2015 19:46 di Paolo Paolillo  articolo letto 5742 volte
ESCLUSIVA SN - 1946, Ferrera: "Genzano, da semisconosciuto allo status di idolo"

Per la puntata natalizia della nostra rubrica 1946, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva Marco Ferrera, noto radiocronista genovese. Tra i tanti personaggi di spicco della storia blucerchiata quest'oggi abbiamo voluto ripercorrere le gesta di Antonio Genzano con i colori più belli del mondo.

"Classe 1955, romano di origine foggiana, Genzano arrivò alla Sampdoria nel 1979, durante il mercato di riparazione - che allora si svolgeva ad ottobre/novembre - dal Novara, in un momento di grossa difficoltà per la società blucerchiata. La squadra era in serie B, era affidata a Lamberto Giorgis, era la Samp del neo presidente Paolo Mantovani. Genzano esordì, a sorpresa, nel derby. Fu particolare perché arrivò il venerdì e la domenica giocò la sua prima partita in maglia blucerchiata. Quel derby finì 0-0 e costò la panchina all'allenatore umbro, che verrà sostituito da Lauro Toneatto.

Quando arrivò a Genova, Antonio Genzano era un giocatore semisconosciuto, aveva giocato prevalentemente in serie C, nel Foggia e nel Novara, ma era un giocatore secondo me che aveva delle qualità sopra della media, pur essendo nella serie cadetta.

Era un'ala di grande tecnica, frizzante, quasi esclusivamente mancino, molto bravo a saltare l'uomo da fermo. Qui aveva iniziato da mezz'ala, anche se aveva più qualità da esterno, nel senso che era molto dinamico, correva tantissimo - alla Ivan per capirci – ed era bravissimo a crossare con questo sinistro, per imbeccare i vari Sartori, Chiorri. Puntava molto l'uomo e lo saltava facilmente, alla Giggs. Aveva questa finta da fermo meravigliosa. Mi sorprese perché dimostrò, da subito, un grandissimo attaccamento alla maglia e divenne molto presto uno dei beniamini dei tifosi.

Passò allo status di Idolo nel marzo del 1980, quando segnò il gol del pareggio nel derby divenuto famoso, poi, sia per la punizione di Roselli che assicurò la vittoria ai blucerchiati sia per la famosa esclamazione di Paolo Mantovani alle telecamere di TvS dopo il 3-2: “Non ci prendono più!”. In quella partita, in porta c'era Garella, che poi vinse due scudetti a Verona e Napoli, Romei, Pezzella, Lo Gozzo, Ferroni, che segnò alla Juve in serie A, Orlandi e Roselli e davanti Sartori, attuale Ds dell'Atalanta, e Chiorri.

Mi ricordo che passò in vantaggio il Genoa con Gorin, pareggiò Sartori con un colpo di testa, Giovannelli riportò in vantaggio il Grifone e poi Genzano fece gol con un tiro particolare. Colpì di sinistro da fuori area, schiacciando la palla davanti a lui di qualche metro. Questa si impennò e si infilò nell'angolo alto alla sinistra di Girardi, sotto la Gradinata Nord.

In un incontro con i tifosi di qualche anno fa, ricordando questa sua prodezza, la ribattezzò “Scavetto”, dicendo che lo aveva fatto di proposito. Non sarà uno dei più grandi giocatori che abbia vestito la maglia blucerchiata in assoluto, ma, anche dopo anni, è uno che si distingue dagli altri perché è rimasto molto legato alla squadra, alla maglia, alla gente perché lui fu molto ben voluto da tutta la tifoseria. Genzano, con Toneatto, divenne un punto di riferimento: per esempio, nell'ultima partita di campionato in casa, contro il Bari, giocata sotto una pioggia torrenziale, lui nei primi cinque minuti del secondo tempo, diede il bianco e fece due assist per i due gol della vittoria finale.

Toneatto, però, durò solo un anno, perché nell'annata 1980/1981 sulla panchina del Doria si sedette Enzo Riccomini, chiamato a guidare la squadra verso la Serie A. Nel primo anno della gestione del mister di Piombino, Genzano giocò poco, vittima di un dissidio tecnico: l'allenatore lo vedeva più da mezz'ala, mentre lui si sentiva più esterno. Inoltre, gli veniva preferito il baffuto Gigi Delneri, più adatto a lui in quel ruolo, secondo Riccomini.

Nel secondo anno, Paolo Mantovani fece la squadra per puntare alla promozione. La campagna acquisti fu molto brillante, vennero acquistati i vari Scanziani, Patrizio Sala, Vullo, Garritano, Paolo Conti. Purtroppo, Riccomini, decise di sacrificare proprio Antonio Genzano, che, così, venne venduto al Cesena, in Serie A. Grazie a questa manovra di mercato, Genzano non fece parte della Sampdoria che centrò la promozione, sotto la guida di Renzo Ulivieri, che nel frattempo subentrò all'esonerato Riccomini. Finì così la sua avventura in blucerchiato.

Il Cesena nel quale arrivò era quello del centravanti austriaco Shachner e Genzano si levò la soddisfazione di firmare, all'Olimpico, contro la Roma, una delle più grandi vittorie dei romagnoli nella massima serie, segnando con un coast-to-coast strepitoso. A Cesena rimase due o tre anni, totalizzando quasi ottanta presenze ma in quella Samp della promozione sarebbe stato un punto fermo. Una curiosità: la tifoseria mi sembra che lo chiamasse “Ollio” Genzano, rifiutando di chiamarlo Stanlio proprio per risaltare e schernire la sua magrezza, in puro stile genovese".