Bresciani a "Belin che Calcio": "Ho il cuore Sampdoriano. Ancora adesso i tifosi apprezzano il mio attaccamento"

19.02.2019 15:42 di Emanuele Massa  articolo letto 2387 volte
Bresciani a "Belin che Calcio": "Ho il cuore Sampdoriano. Ancora adesso i tifosi apprezzano il mio attaccamento"

Durante la terza puntata di Belin che Calcio, la trasmissione dedicata all'amarcord rossoblucerchiata, è intervenuto telefonicamente anche Carlo Bresciani, l'indimenticato Biscia gol blucerchiato:

"Ho il cuore sampdoriano, qui in Toscana mi prendono tutti in giro. I miei tre anni in blucerchiato non sono stati molto divertenti sotto il segno dei risultati per i tifosi, c'è stata una retrocessione e poi due anni di Serie B nei quali non siamo riusciti a risalire. Personalmente sono anni indimenticabili, ho ancora tanti amici di Genova, e sono anche abbastanza sorpreso da questo affetto che ho dai tifosi sampdoriani, proprio perchè è stato un periodo non bello per la squadra".

"Ancora adesso i tifosi apprezzano il mio attaccamento - ha continuato Bresciani - se guardate il mio profilo Facebook è tutto sampdoriano. Con Boni e Nicolini siamo amici, non ho neanche saputo darmi una spiegazione, i tifosi di solito si ricordano dei giocatori che hanno portato buoni risultati. All'epoca era tutto molto più familiare nel rapporto con i tifosi".

"Io me ne andai il primo anno in cui arrivò Mantovani, andai a Lecce e poi a Bari, e proprio quando ero a Bari noi arrivammo quarti e la Samp venne promossa insieme a Verona e Pisa. Da lì cominciò una serie di campionati indimenticabili per i tifosi della Sampdoria. Ero una punta un po' atipica, molto leggero e fragile fisicamente, ma avevo una capacità di saltare di testa molto buona e sfruttavo molto questo. Ero molto bravo a fare le sponde, non sono mai stato un grande bomber, giocavo molto per la squadra".

"La tripletta contro il Verona? Ricordo quella giornata particolare, fare tre gol in serie A non è da tutti, ma avrei preferito magari fare quei tre gol in tre partite diverse e vincerle. Ricordo indelebile, fu una giornata spettacolare, uno di testa, uno su rigore, e uno di testa su cross di Valente dalla destra. Uno dei più bei gol fatti alla Sampdoria. Il campo di Genova all'epoca era uno dei migliori in serie A, poi ci furono i lavori per i Mondiali e cambiò qualche cosa, ultimamente mi sono accorto guardando in televisione che al minimo acquazzone il campo è in brutte condizioni, anche se ultimamente è un po' migliorato".

Infine, una battuta sulla sua carriera dopo il ritiro dal calcio giocato:

"Ora faccio l'allenatore da tanti anni, quest'anno a Forte dei Marmi non è andata bene e sono stato esonerato, ma fa parte del gioco. L'anno scorso con il Viareggio facemmo un grande campionato. Ho fatto l'osservatore per tanti anni, questo è quello che so fare e per quello sono rimasto nel mondo del calcio".