Bonazzoli e Tonetto regolano la pratica Milan
Partita esaltante quella contro il Milan; è la terza della stagione e la Sampdoria ne viene da una sconfitta (la prima contro la Fiorentina la Franchi per due a uno) e una vittoria (3 a 1 contro la Reggina con le reti di Bonazzoli, Volpi e Gasbarroni.
Rispetto a questi match, mister Novellino cambia leggermente il suo metodo di gioco; adotta un 4-4-1-1 anziché il 4-4-2, con Francesco Flachi inizialmente in panchina. Gioca Zauli dietro a Bonazzoli, utile a contrastare Pirlo in fase passiva, con Tonetto e Diana esterni. Zenoni e Pisano sono i terzini con Pavan e Castellini coppia centrale.
Il match è avvincente fin da subito, la Sampdoria dimostra di essere in partita, ma la paura di giocare contro una grande si vede. Dopo pochi minuti dall’inizio del match, Alberto Gilardino sfrutta una verticalizzazione di Kaka e, partendo da una posizione di netto fuorigioco, non ravvisato da guardalinee, batte Antonioli e fa 1 a 0.
La Samp però non si perde d’animo e cerca di organizzare al meglio il suo gioco: Tonetto e Diana sono in palla, mentre Lamberto Zauli riesce nell’intento di fare ciò che Novellino gli chiedeva; pressing su Pirlo in fase passiva, giocate al servizio dei compagni in fase attiva. Così fino ad arrivare al minuto 44: su angolo di Volpi è Castellini di testa a girare verso la porta. Il tentativo è ribattuto dalla traversa, ma Bonazzoli, ben appostato in mezzo all’area, si coordina al meglio e insacca l’uno a uno.
Si va al riposo sul risultato di uno a uno e, la ripresa, inizia sulla falsa riga del primo tempo. Dopo pochi minuti vi è il primo cambio, tanto atteso dalla Sud, in casa blucerchiata. Si torna all’antico; 4-4-2 con Flachi al posto di Zauli. Passa un minuto e Diana centra un ottimo pallone da destra; Flachi manca la deviazione in rovesciata, complice la deviazione di Maldini, ma Tonetto, dopo un controllo, fulmina Dida e fa esplodere la Sud.
L’ultima mezzora è una sofferenza continua, con Francesco Antonioli che neutralizza ogni tentativo rossonero. Vieri e Shevchenko ci provano a raffica, ma senza successo. Finalmente ora la Sud, può respirare e gioire.
