A vent'anni dalla magica notte di Goteborg

A vent'anni dalla magica notte di GoteborgTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Andrea Pasquinucci
domenica 9 maggio 2010, 14:00Giocavamo insieme, sempre io e te...
di Stefano Sommariva

Ricorrenza storica: oggi sono passati vent'anni esatti dalla conquista della Coppa delle Coppe, a Goteborg contro l'Anderlecht. Competizione questa, che adesso non esiste più. E alla domanda, se sia un caso che proprio oggi ci si giochi l'accesso alla competizione europea più importante, io e forse un po' tutti, rispondiamo che non lo sappiamo.

Era già nata la Sampd'oro a quei tempi e tutto era pronto per puntare seriamente allo Scudetto. Scudetto che arrivò, con una giornata d'anticipo a Marassi la stagione successiva, dopo il 3 a 0 contro il Lecce, che condannò alla retrocessione i salentini.

Quel 9 maggio 1990, Vujadin Boskov prepara la partita nel migliore dei modi e schiera il solito 4-4-2 se vogliamo definiro così, anche se Vujadin giocava diversamente e il calcio dì per se, era un pò diverso rispetto a quello odierno. Davanti a Pagliuca il libero è Pellegrini, con i 3 difensori Mannini, Vierchowood e Carboni. A centrocampo è Invernizzi a iniziare la partita, con Pari, Katanec e Dossena. Davanti Vialli e Mancini.

L'Anderlecht di de Mos, allenatore olandese è una squadra ottima e a più riprese riesce a mettere in difficoltà la Sampdoria, la quale, comunque, disputa un'ottima partita soprattutto a livello difensivo, in quanto non viene trafitta dall'attacco belga. 

I novanta minuti si chiudono sul risultato di 0 a 0 e si va ai supplementari. In essi non vige ancora la regola del Golden Gol (entrata in vigore successivamente e poi abolita), quindi si gioca comunque un'altra mezzora di partita. Nelle fila blucerchiate avevano fatto il loro ingresso in campo Lombardo (al posto di Invernizzi) e Salsano, al minuto 92, per Katanec.

Al minuto 105 il risultato si sblocca grazie al bomber Vialli. Salsano calcia da fuori, De Wilde devìa sul palo e sulla ribattuta non trattiene, Gianluca è lestissimo a togliere il pallone dalla portata del portiere e a siglare l'uno a zero. La gioia è immensa e l'esultanza si conclude nella pista di atletica dopo aver superato i cartelloni pubblicitari appostati a bordo campo. 

Il secondo tempo supplementare inizia com'era finito il primo: la Sampdoria è in avanti galvanizzata dal goal, i belgi sono chiusi dietro e, al secondo minuto (107 nell'arco dell'intera partita) Mancini pennella da destra un traversone perfetto sul quale De Wilde azzarda l'uscita ma senza deviare la sfera. Sul secondo palo è appostato ancora Vialli, che di testa fa due a zero. Da lì è l'apoteosi, si fa festa, il match si conclude così e per Boskov arriva un altro trofeo, in attesa del tanto desiderato Scudetto, che, come detto, sarà conquistato un anno dopo, il 19 maggio 1991.