A 19 anni dalla conquista dello scudetto

A 19 anni dalla conquista dello scudettoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Filippo Gabutti
mercoledì 19 maggio 2010, 09:15Giocavamo insieme, sempre io e te...
di Stefano Sommariva

A 19 anni di distanza, ci troviamo qui a ricordare lo scudetto. Pomeriggio indimenticabile quello del 19 maggio 1991 per i tifosi blucerchiati. La vittima, in quel turno di campionato, il penultimo, fu il Lecce. In mezzora, con Cerezo, Mannini e Vialli la partita è sistemata, i restanti 60 minuti di gioco sono già festa e la sconfitta costa al Lecce la retrocessione.

Un campionato bellissimo quello dei blucerchiati, che chiudono a quota 51 (i punti in caso di vittoria erano soltanto 2) con 4 lunghezze di vantaggio su Milan e Inter, e 11 sul Genoa che chiude quarto. In 34 partite giocate, i blucerchiati ne hanno vinte ben 20, pareggiate undici e perse soltanto 3 (contro il Torino in casa, complice la direzione di gara non eccelsa di Ceccarini, con il Lecce al Via del Mare decisa da un goal di Pasculli, e il derby dell’andata famoso per la punizione-bomba di Branco).

Tutte le grandi in quella stagione sono state battute dalla Samp; il Milan, all’andata a San Siro con il goal di Cerezo, al ritorno con il 2 a 0 firmato Vialli – Mancini. L’Inter, con il 3 a 1 dell’andata in inferiorità numerica e il 2 a 0 del ritorno, a Milano, alla terzultima giornata. Vittoria che ha lanciato verso lo scudetto gli uomini di Boskov.

Poi ancora il Napoli campione in carica, con due 4 a 1 che rimarranno nella storia; all’andata dopo essere passati in svantaggio, con Vialli e Mancini che segnano una doppietta a testa (incredibile il secondo del Mancio), e al ritorno, con Cerezo, doppietta di Vialli e Lombardo. In quei due match gioca anche Maradona, ma Vierchowood è insuperabile e neanche l’asso argentino gli mette paura. Serve il rigore a Diego per sbloccarsi, a Marassi, ma la Samp era già sul 3 a 0 e poco serve ai partenopei.

Per ricordare ancora due successi, cito l’uno a zero alla Juventus a Marassi e, sempre al Ferraris, la sofferta vittoria di misura contro un ottimo Parma guidato da Nevio Scala. Stagione perfetta dunque. La ciliegina sulla torta è il primo posto di Gianluca Vialli nella classifica dei marcatori, con 19 reti all’attivo. Pensare che la prima parte di stagione nemmeno l’ha giocata per infortunio. Ma la squadra era completa, ricordo Marco Branca, non certo titolare ma, ogni volta che veniva chiamato in causa, si faceva trovare pronto. 

Ho citato Vierchowood, Vialli, Mancini, Lombardo, manca Pari, il mediano, il giocatore tutto cuore, quello che andava in campo e non importava se lui non fosse riuscito a giocare, l’importante era che lui riuscisse a non far giocare il numero dieci avversario. Per finire ecco Pagliuca, l’autentica saracinesca blucerchiata. Stagione fenomenale la sua, senza errori, l’unica macchina la squalifica per 3 turni dopo la stretta di mano “grintosa” all’arbitro Ceccarini (si parla sempre del famoso Sampdoria Torino 1 a 2 ), ma poco importa.

Tutti a Genova speravano in questo scudetto, pure Boskov, il capo del gruppo. L’uomo del “rigore è quando arbitro fischia” ma soprattutto l’uomo dei tanti trofei, in carriera e con la Sampdoria. Per lui si contano 2 Coppe Italia (1987-1988 e 1988-1989), 1 Coppa delle Coppe (1989-1990), lo Scudetto appunto (1990-1991) e 1 Supercoppa Italiana (1991-1992).

Manca solo la Coppa dei Campioni, ma purtroppo quella maledetta finale di Wembley non finì come il popolo blucerchiato si augurava. Pazienza, grazie lo stesso, il regalo a Vujadin, della qualificazione alla prossima edizione della Champions glielo abbiamo fatto e, non è un caso, che la vittoria decisiva sul Napoli, sia arrivata il giorno del suo compleanno.