1958 Samp - Roma 3-1, la tripletta di Firmani

13.03.2009 09:27 di Diego Anelli  articolo letto 3812 volte
Fonte: Elio Domeniconi per "Palla In Campo"

SALVO’ L’ONORE DELLA ROMA L’EX SAMPDORIANO DA SILVA

Questa vittoria della Sampdoria sulla Roma risale al campionato 1957-’58. Un campionato piuttosto movimentato per i blucerchiati, mentre la Roma si piazzò al quinto posto, dopo Juventus, Fiorentina, Padova (la squadra del paron Nereo Rocco fu la rivelazione del campionato) e Napoli. La Sampdoria, invece, si classificò solo dodicesima ma a pari punti con Genoa, Alessandria, Lazio e Spal. Appena un punto sopra alla zona retrocessione. In B ci andarono Atalanta e Verona.

A far retrocedere i bergamaschi all’ultimo serie B furono proprio i blucerchiati. I dirigenti infatti avevano avuto delle confidenze dalla fidanzata di Azzini, difensore del Padova, la quale raccontò che un emissario dell’Atalanta aveva tentato di corrompere il suo integerrimo promesso sposo. La Sampdoria denunciò subito il fatto all’ufficio inchieste della Federcalcio e l’Atalanta fu retrocessa. Fu un campionato movimentato per la Sampdoria, che aveva sbagliato la scelta dell’allenatore, l’inglese Bill Dodgin. Il presidente Alberto Ravano tentò di aiutarlo mettendogli al fianco Renato Gei, che iniziava la carriera di allenatore e conosceva bene l’ambiente blucerchiato, avendo militato a lungo nella Sampdoria.

A Genova il giornalismo era piuttosto conformista, tutti amavano il quieto vivere, il più feroce contestatore ero io, lo attaccavo sia sul “Corriere Mercantile” (capo dei servizi sportivi era l’amico fraterno Dario G. Martini) e sulla “Gazzetta dello Sport” (ero il vice di Aldo Merlo). Firmani gli traduceva tutti i miei articoli. E un giorno, prima dell’allenamento, il centravanti arrivato dall’Inghilterra fu costretto a indicarmi: “Quello è Domeniconi”. Ho poi rivisto Dodgin a Londra, dove era tornato al suo Fulham, quando avevo seguito il Rapallo di Bogliardi nella tournèe in Inghilterra, e il primo incontro era proprio con la squadra di Dodgin. Baci e abbracci, e un whisky come aperitivo. Riconobbe che avevo fatto bene a criticarlo, non aveva capito nulla del calcio italiano.

La Sampdoria quell’anno si salvò perché ad un certo momento Ravano rispedì Dodgin a Londra. Avrebbe voluto sostituirlo con Ferruccio Valcareggi, suggerito da Gippo Poggi. Ma il futuro CT della Nazionale, temendo di finire in serie B, rifiutò l’offerta. Così venne richiamato Adolfo Baloncieri, che era stato il secondo allenatore della Sampdoria. Il vecchio “Balon” con un rush finale riuscì a raggiungere il traguardo della Salvezza. Per quel campionato la Sampdoria, dopo aver mandato via Agnoletto, Ronzon e Podestà su consiglio di Dodgin, aveva fatto un solo acquisto importante: il terzino Benito Sarti, prelevato dal Padova (e poi ceduto alla Juventus). Vennero valorizzato i giovani: Mora, Marocchi, Bolzoni, Recagno Uzzecchini e Giordano (un sampierdarenese).

La squadra tipo era questa: Bardelli; Farina, Sarti; Marocchi, Bernasconi, Vicini; Mora. Ocwik; Firmani, Tortul, Conti. Principali riserve: il portiere Roin, il terzino Agostinelli, il mediano Martini la mezzala Reagno. E la Roma: Panetti; Griffith, Corsini; Guarnacci, Stucchi, Magli; Ghiggia, Pestrin, Nordhal, Da Costa, Orlando. Tra le riserve Menegotti, Lojodice e Morbello. Loiodice passò poi alla Sampdoria dalla Juventus, rientrò nell’operazione-Mora. Corsini come allenatore ha guidato anche la Sampdoria.

La partita , in quel gennaio del 1958, si concluse in diciotto minuti, perché dal 19’ al 37’ Firmani mise a segno una tripletta. Sul 2-0 la Roma rimase pure in dieci perché dovette uscire l’ex genoano Pestrin (poi genovese d’adozione, ora vive a Sestri Ponente). Prima dell’intervallo il brasiliano Josè Da Silva, ex sampdoriano, segnò quello che veniva definito il gol della bandiera. Da Silva era poi rimasto a vivere a Rapallo, dove è morto una decina di anni da. L’attacco della Sampdoria risultò secondo dopo quello dell’Inter, mentre Firmani con le sue 23 reti finì al secondo posto nella classifica dei cannonieri, dopo il “gigante buono” della Juventus, il gallese John Charles.

Una curiosità: in quel campionato la Sampdoria-baby di Cherubino Comini, autentico Seminatore d’oro, arrivò seconda al Torneo di Viareggio. Come è successo quest’anno.

Didascalie 1 - Il mattatore della partita Eddie Firmani chiede il rigore per un atterramento di Mora da parte di Guarnacci. Sullo sfondo si vede il capitano blucerchiato, l’austriaco Ernst Ocwirk. 2 - La prima rete di Firmani, con un potente tiro di sinistro. Il portiere Panetti si tuffa invano. 3 - I compagni vanno ad abbracciare Firmani dopo il terzo gol.