1946 - Un alfabeto in blucerchiato (2°parte)

04.01.2018 19:46 di Marco Benvenuto   Vedi letture
1946 -  Un alfabeto in blucerchiato (2°parte)

J Come Zoran Jovicic, acquistato nel 1998 dalla Stella Rossa di Belgrado. Si presenta in conferenza stampa con le stampelle e la sua permanenza in blucerchiato è costellata da un calviario di infortuni. Salta i mondiali francesi che avrebbe disputato con l'ultima Jugoslavia. Gioca 49 gare in blucerchiato per poi rescindere il contratto nel 2002. Dieci reti le segna pure e quando gioca suscita molti rimpianti.

K Come Jurgen Klinsmann, meteora in blucerchiato. Quando arriva è un giocatore dall'enorme passato. Infatti passa come se nulla fosse senza che le 10 partite che disputa, e le due reti segnate, facciano ricordare come memorabile quella stagione 1997/98. 

L Come Larissa, la squadra greca che la Samp affrontò nei sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe nella stagione 1985/86. Fu il primo impegno europeo della Sampdoria di Paolo Mantovani. Finì 1-1 in Grecia e la Samp vinse in casa 1-0 sempre con i goal di Roberto Mancini. 

M  Sarebbe la lettera più facile di cui scrivere e indovinate un po' per quale motivo..? E invece noi scriviamo Matera perchè è uno degli incubi più ricorrenti di ogni Sampdoriano d'età. La Sampdoria venne sconfitta in casa per 1-0 dai lucani il 18 novembre 1978. A segnare la rete, al minuto 66, fu tal Raffaele su calcio di rigore. Nel marasma seguente non fu risparmiato dalle contestazioni nemmeno Paolo Mantovani. 

N Come Harald Nielsen, grande centravanti danese. Arriva alla Sampdoria nel 1969, sponsorizzato da Fulvio Bernardini, per 120 milioni. Ma non è che l'ombra dell'attaccante scudettato con il  Bologna. Soffre di una discopatia nascosta ai medici. Gioca 7 partite. Compare in una foto scattata prima di un'amichevole estiva in quel di Molare: quasi un Gronchi rosa in blucerchiato.

O Come Daniel “Burrito” Ortega. Doveva far sfracelli al suo arrivo nel 1998 dal Valencia, finisce in un mare di polemiche. Più che le 9 reti segnate in 31 gare, di lui si ricorda una denuncia per aggressione ad un tifoso e non solo. La polizia lo ferma in Corso Italia mentre guida ubriaco. Con lui Cordoba, mai in campo con la Samp ma k.o. per l'alcol e il povero Catè completamente sobrio. Altra denuncia e finisce la storia dell'argentino in maglia blucerchiata. 

P Come Germano Paravagna, Basilio Parodi, Giorgio Pegan e Mario Pieri. Sono tutti accomunati dal fatto di aver giocato una sola, ma storica, gara in blucerchiato. Quella giocata il 29 maggio 1949 tra le squadre ragazzi di Sampdoria e Torino dopo la tragedia di Superga. Parodi è ritratto in una foto dell'epoca mentre appone lo scudetto sulla maglia dei giovani granata. La partita terminò 3-2 per il Toro e le due reti doriane furono segnate da Pieri. 

R Come Renzo Redomi. Le sue 19 gare e una sola rete non lo farebbero ricordare più di tanto in blucerchiato. Tuttavia quell'unico gol Redomi lo segna il 23 dicembre 1979 a Lecce. Una sconfitta, quel giorno avrebbe forse segnato la retrocessione in C della Samp. All'aeroporto, quella sera, i tifosi gli tributarono gli onori del caso.  

S Come Pietro Sgarlata. In tema di presidenti della Sampdoria è quello che dura di meno di tutti. Sono i giorni successivi ai colpi di scena legati alla cessione  della società da parte di Enrico Mantovani. Generale delle Fiamme  Gialle, in pensione, Sgarlata diventa numero uno della Samp il 20 febbraio 2002 e se ne va il 28 marzo dello stesso anno quando Riccardo Garrone decide di occuparsi della società in prima persona. 

T Il cileno Jorge Toro giunge in Italia sulla scia del mondiale del 1962 concluso con gli azzurri battuti e picchiati proprio dagli andini. E Toro, nella gara vinta dai padroni di casa per 2-0, segna il secondo goal e mena più di tutti. Non si ambienta, si alimenta male: il massaggiatore Comini va a casa sua per preparargli un piatto di pasta. Gioca 23 partire, segna un goal importante al Milan campione d'Italia ed emigra alla volta di Modena dove diventa una mezza istituzione.

U Renzo Ulivieri arriva alla Sampdoria chiamato da Claudio Nassi nella stagione 1981/82. La Sampdoria che deve salire in serie A fa acqua e Riccomini ha vita breve. Conquista la promozione raggiungendo il secondo posto. L'anno successivo chiude al settimo con una partenza in campionato che ha dell'incredibile. A Mantovani non basta e, prima della fine della stagione, decide di “liquidarlo” in favore di Eugenio Bersellini. Lo fa con la consueta signorilità e Ulivieri lo ricorderà per tutta la vita. 

V Giorgio Veneri arriva nel 1998 alla Sampdoria a fare da “tutore” a David Platt che non ha il patentino per allenare in Italia. Duraa sei giornate e si tira addoso le ire dell'Associazione allenatori. 

W Doveva essere il fenomeno della retroguardia doriana Desmond Sinclair Walker e invece risulta una grande delusione. In Inghilterra, da dove proviene e dove ritorna, lo avevano soprannominato “Supercolla”. Gioca 32 gare ma non resta incollato alla memoria dei tifosi. 

Z Come Zé Francis. Camerunense gioca due gare nella Sampdoria. Viene coinvolto in una vicenda di passaporti “facili” e per questo la Sampdoria paga una multa altissima. Di gran lunga più alta del costo di questa meteora.