1946: un alfabeto in blucerchiato (1° parte)

15.12.2017 19:46 di Marco Benvenuto   Vedi letture
1946: un alfabeto in blucerchiato (1° parte)

Un alfabeto in blucerchiato: dalla A alla Z, raccontando lettera dopo lettera la storia di fatti o personaggi che hanno fatto, o non fatto a volte, la storia della Sampdoria.

A Come Simone Aloe, attaccante e genovese. Una sola prezenza in blucerchiato, anzi soli 5 minuti. Non come quelli di Rivera nel 1970, ma solo perchè Spalletti lo fece entrare in campo il 5 dicembre 1998 quando la Samp era sotto di due goal in casa contro il Parma. I cattivi dicono che con quel gesto Spalletti mandase segnali alla tribuna: per risposta ricevette l'esonero.

B  Sta per Bonomi Fulvio. Nella Sampdoria che miete successi prima di diventare Sampd'Oro, tra Vialli e Mancini i rigori li tira lui con chirurgica precisione. Pupillo di Boskov, segnerà 10 gol  senza vedere lo scudetto perchè pedina di scambio per far arrivare Lombardo dalla Cremonese.

C Come Marco Antonio Leme Tozze, abbreviato in Catè. Se lo ricordi ad un sampdoriano di mezza stagionatura ti sdrotola il film del 2 maggio 1999 (Milan- Sampdoria 3-2)  quando sparò addosso ad Abbiati la palla gol che avrebbe potuto cambiare le sorti del campionato concluso con la retrocessione a Bologna.

D Genovese, classe 1941, Rosario Di Vincenzo, approda alla Sampdoria a fine carriera dopo aver militato anche nell'Inter dove vince lo scudetto nel 1965 come riserva di Giuliano Sarti. Gioca 10 partite in capionato tra il 1975 ed il 1977. Vulcanico e focoso, molti tifosi lo ricordano rigettare nella gradinata Nord un fumogeno arrivato in campo durante un derby. 

E Ad Empoli Gianluca Vialli segna in rovesciata volante a bicicletta uno dei suoi gol più belli in carriera. Ma c'è lo sciopero Rai e nessuno lo vede. Ci riuscirà poi Aldo Biscardi nel suo “Processo” e parlerà di “Sgubb”.

F  Luigi Ferraris era un calciatore del Genoa morto durante la Prima guerra mondiale. La Sampdoria conquisterà i suoi primi successi europei nello stadio a metà per i lavori di Italia '90. Paolo Mantovani è molto critico su questa situazione, ma quando Mancini propone di cambiare nome allo stadio lo stesso presidente si arrabbia molto per la mancanza di rispetto nei confronti di un eroe.

G  Come Garro: arrivato con i connazionali argentini Calichio e Bello nel 1947. I tre dettero corpo al termine “bufale” che è sinonimo di brocchi. Non giocò mai ma si favoleggiava che in allenamento avesse rotto una traversa con un tiro. Mah..?

Come HH2 o “Accaccone” come lo denominò Giani Brera. Heriberto Herrera, tecnico “movimentista”, allenò la Samp dal 1971 al 1973. Un nono posto e una salvezza stentata. Faceva andare Ermanno Cristin a casa sua e gli faceva vedere il frigorifero pieno: quando il “Bisontino” azzannava qualcosa lui lo multava. Andò peggio ad Helmut Haller alla Juventus. Lo faceva stendere e gli saltava sulla pancia.

I Intertoto La coppa minore che vede la partecipazione della Sampdoria nel 1998.  Al primo turno batte al Ferraris il Rimavska Sobota. Gli avversari hanno magliette inguardabili e il giorno dopo la gara i giocatori vanno a fare il bagno a Boccadasse. Per molti sampdoriani la madre della retrocessione che arriverà.

(segue)