Uno su un milione. Auguri a Francesco Flachi

08.04.2011 08:00 di Serena Timossi   Vedi letture
© foto di Stefano Orengo
Uno su un milione. Auguri a Francesco Flachi

La splendida città di Firenze ha dato i natali a personaggi illustri e grandi artisti che hanno arricchito il patrimonio storico e culturale italiano, geni che muovevano il pennello con maestria sulla tela, sapevano dare vita a un freddo blocco di marmo o progettavano opere al di là dell’immaginazione dell’uomo dell’epoca. Una delle culle dell’arte rinascimentale e non solo, ma ai tifosi blucerchiati ha regalato un talento in più: quello di Francesco Flachi con il pallone. Certo il paragone può sembrare azzardato ma, a pensarci bene, quel che rende un artista tale non è proprio la sua capacità di generare emozioni?

Come di fronte ad un dipinto o a un’opera architettonica maestosa, continuiamo ad incantarci nel rivedere le immagini delle sue prodezze in maglia blucerchiata e sorridiamo gustando ancora una volta le sue esultanze e i suoi attestati d’affetto nei confronti del pubblico sampdoriano.

In questo periodo di estrema difficoltà per la Samp mi è capitato, dopo uno scontro salvezza non andato come auspicavamo, di uscire dallo stadio con un pensiero: come ci vorrebbe uno come lui adesso. Qualcuno che sappia accendere la luce con la sua fantasia, ma soprattutto qualcuno che con la sua grinta sia in grado di trascinare i compagni, di spingerli a gettare il cuore oltre l’ostacolo nel momento del bisogno. Qualcuno che dimostri con i fatti, non con la gestualità in campo o commoventi lettere d’addio di tenere così tanto a quei colori da non volerli abbandonare a cuor leggero al passaggio del primo treno verso una realtà di primissimo piano. Intendiamoci, cogliere l’occasione propizia è umano, comprensibile e rappresenta la normalità, ma Francesco era l’eccezione. Lui rinunciò all’allettante offerta del Monaco per dare il suo contributo ad una Samp sull’orlo della serie C.

Uno come Flachi nel calcio moderno si trova raramente e quando incontra l’ambiente giusto non si limita a viverlo, lo ama. Il suo addio alla Samp è stato improvviso come una folata di vento, dovuto a motivi personali legati ad un aspetto del suo carattere tanto utile e spettacolare sul campo quanto dannoso e pericoloso nella vita: l’istintività. Recentemente, ha dichiarato davanti alle telecamere di una trasmissione televisiva che l’importante è rialzarsi, riabilitarsi agli occhi delle persone care che abbiamo ferito con il nostro comportamento. Per questo si è rimboccato le maniche e ha voltato pagina, cominciando un’attività nella ristorazione. Francesco ha sempre vissuto di emozioni e quello che gli manca del calcio giocato è il calore proveniente dagli spalti, lo scambio emozionale con i tifosi, i loro applausi.

In attesa di salutarlo ancora una volta al Ferraris quando sarà organizzato il suo addio ufficiale al calcio, gli facciamo i migliori auguri per il suo trentaseiesimo compleanno. L’immagine sul biglietto di auguri è una cartolina illustrata di goal e ricordi, rovesciate, mani portate alle orecchie per sentire il boato dei tifosi ed è simbolicamente firmata da tutti i blucerchiati che lo portano nel cuore. In fondo c’è un piccolo post scriptum: di calciatori come te ne nasce uno su un milione, la nostra fortuna è stata incontrarti.