ESCLUSIVA SN - Michieli: "Vittoria di Grosseto deve essere la prima di un filotto. Palombo doveva essere gestito meglio"
Tra campo e mercato la Sampdoria è reduce da una settimana molto importante. Sul mercato abbiamo assistito alla tanto attesa rivoluzione, a Grosseto la squadra ha ottenuto la seconda vittoria esterna della gestione Iachini. Per commentare il mercato di riparazione in casa doriana e l'andamento della squadra in campionato, Sampdorianews.net ha avuto l'onore di contattare Maurizio Michieli, Direttore di Primocanalesport.
La vittoria di Grosseto può rappresentare davvero la gara della svolta per avvicinarsi alla zona play-off, oppure a tuo parere senza una continuità di successi casalinghi, si rischia di commentare lampi nel buio, come accaduto con l’exploit di Padova? “Per rappresentare una svolta, la vittoria di Grosseto deve essere la prima di un filotto, altrimenti anche quest'ultimo treno per i play off passerà senza che la Sampdoria riesca a salirci a bordo. Sabato ho visto una squadra più propositiva e meno bloccata psicologicamente, con un barlume di gioco. Ora si tratta di replicare questo atteggiamento e questo risultato anche in casa, giacché in trasferta bene o male il bilancio è soddisfacente”.
Come giudichi il mercato di “riparazione” condotto dalla Sampdoria? Sono stati finalmente collocati sul mercato giocatori incapaci di lasciare tracce positive nella Sampdoria, in entrata molti arrivi dall’estero tutti da scoprire. Sulla carta la società ha colmato le lacune emerse nel girone d’andata, l’organico si è rafforzato, ha perso qualcosa durante questa rivoluzione, oppure in sostanza poco, o nulla è cambiato? “Il mercato di gennaio in uscita è stato molto buono, la rosa è stata alleggerita dei tanti "pesi morti", anche a livello di spogliatoio. Non so, sinceramente, se Munari e Renan Garcia siano meglio di Palombo perché il primo lo conosco poco e il secondo per nulla, ma è giusto valutarli sul campo. Quanto agli altri acquisti, sinora Berardi e Juan Antonio non hanno convinto (dal Brescia avrei preso Jonatas), Pellè è arrivato rotto, insomma sono perplesso, il solo Eder mi pare un investimento vero e proprio, al di là di Mustafi e Gentsoglou di cui non ho alcuna referenza. Tuttavia, il calcio è imprevedibile e non è escluso che, fatta la rivoluzione, l'ambiente torni meno malsano e le cose comincino a girare. In questo senso, mi aspetto un contributo più decisivo da Iachini”.
La tua analisi sulla cessione di Palombo: al di là delle dichiarazioni spesso contrastanti che abbiamo sentito nell’ultimo mese, sei d’accordo con il momento e i termini di questa operazione? Poteva essere gestita meglio tutta la vicenda? Avresti optato per un mercato differente finalizzato alla ricerca di un regista e alla permanenza di Palombo, oppure era la scelta migliore da compiere? “Palombo doveva essere gestito meglio: se davvero lo si riteneva importante per il nuovo progetto, bisognava farlo sentire tale invece che scaricarlo a ogni dichiarazione sin da giugno. Lui è stato mal sopportato e a sua volta non è riuscito a ribaltare i giudizi con prestazioni all'altezza, anche del suo ingaggio da alta serie A. Il divorzio era inevitabile. Difficile stabilire se con un regista accanto Angelo sarebbe tornato a livelli degli anni scorsi, forse il suo ciclo alla Samp era davvero esaurito. Resta il fatto che lo avrei sostituito investendo su un centrocampista con i fiocchi e utile anche in prospettiva”.
