ESCLUSIVA SN - Borghi: "Senza continuità si rischia di stare sull'altalena. Cessione di Palombo era per me inevitabile"

ESCLUSIVA SN - Borghi: "Senza continuità si rischia di stare sull'altalena. Cessione di Palombo era per me inevitabile"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Stefano Borghi
sabato 18 febbraio 2012, 08:55Esclusive
di Diego Anelli

Tra campo e mercato la Sampdoria è reduce da una settimana molto importante. Sul mercato abbiamo assistito alla tanto attesa rivoluzione, con l'Albinoleffe la squadra ha ottenuto la seconda vittoria consecutiva, la terza del 2012 e durante la gestione Iachini. Per commentare il mercato di riparazione in casa doriana e l'andamento della squadra in campionato, Sampdorianews.net ha avuto l'onore di contattare Stefano Borghi, apprezzato giornalista di Sportitalia, grande esperto di calcio europeo e sudamericano:

La vittoria di Grosseto e il ritorno ai 3 punti casalinghi contro l’Albinoleffe dopo oltre 3 mesi d’astinenza possono rappresentare davvero il momento della svolta per avvicinarsi alla zona play-off, oppure a tuo parere senza una continuità di successi casalinghi, senza le conferme negli imminenti sconti diretti contro Torino, Verona, rischiano di restare soltanto fuochi di paglia? “Chiaramente due vittorie consecutive, in un campionato tiratissimo come la serie B, possono cambiare radicalmente la situazione. Allo stesso tempo, però, senza continuità si rischia di stare sull'altalena. Di certo la stagione fin qui è stata complessivamente negativa, però c'è ancora tantissimo tempo per raddrizzarla. Le prossime gare saranno molto indicative perchè la Sampdoria affronterà due dirette rivali per la promozione e soprattutto due squadre molto forti, i risultati diranno quali saranno le prospettive per l'ultimo terzo di campionato”.

Come giudichi il mercato di “riparazione” condotto dalla Sampdoria? Sono stati finalmente collocati sul mercato giocatori incapaci di lasciare tracce positive nella Sampdoria, in entrata molti arrivi dall’estero tutti da scoprire. Sulla carta la società ha colmato le lacune emerse nel girone d’andata, l’organico si è rafforzato, ha perso qualcosa durante questa rivoluzione, oppure in sostanza poco, o nulla è cambiato? “Il mercato è stato molto importante e sicuramente oculato, perchè sono arrivati sia giocatori entusiasti dell'opportunità ed entusiasmati da una prima parte di stagione positiva come Juan Antonio, ma anche grossi calibri per la categoria come Eder, Munari e Pellè, oltretutto bisognosi di rilancio. Anche in uscita sono stati fatti dei sacrifici mirati, forse addirittura necessari per riequilibrare la rosa e lo spogliatoio, perchè quando si vive una situazione come quella della Sampdoria (retrocessione imprevista, grande pressione e conseguenti difficoltà) il vero miracolo è ricostruire l'armonia e la compattezza: spesso elementi carismatici sono più importanti di elementi tecnicamente forti”.

La tua analisi sulla cessione di Palombo: al di là delle dichiarazioni spesso contrastanti che abbiamo sentito nell’ultimo mese, sei d’accordo con il momento e i termini di questa operazione? Poteva essere gestita meglio tutta la vicenda? Avresti optato per un mercato differente finalizzato alla ricerca di un regista e alla permanenza di Palombo, oppure era la scelta migliore da compiere? “Lo dicevo prima: la cessione di Palombo era, per me inevitabile. La tempistica poteva essere migliore, nel senso che secondo me andava ceduto in estate, anche se era veramente difficile farlo. Purtroppo vivere una retrocessione shockante come quella che ha coinvolto la Sampdoria l'anno scorso è un qualcosa che porta strascichi inevitabili e lunghi, ci sono molte situazioni simili nella storia del calcio italiano, ci vuole tanta pazienza, soprattutto il coraggio di cambiare completamente pagine, anche a costo di sacrifici molto dolorosi”.