ESCLUSIVA SAMPDORIANEWS - Fabio Bazzani: "Segnare al derby è una gioia pazzesca. Tifosi doriani? Unici e straordinari, sono sempre stati l'uomo in più"

ESCLUSIVA SAMPDORIANEWS - Fabio Bazzani: "Segnare al derby è una gioia pazzesca. Tifosi doriani? Unici e straordinari, sono sempre stati l'uomo in più"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Gerolamo Calcagno
giovedì 26 novembre 2009, 21:32Esclusive
di Diego Anelli

Se pensiamo ad un protagonista blucerchiato nei derby, ad un attaccante che ha sempre dato tutto in campo, difficile non fare riferimento a Fabio Bazzani, il cui bottino parla chiaro: tra il 2002 e il 2005 timbra il cartellino in 31 occasioni, un rendimento che lo porta nel giro della Nazionale. Due gravi infortuni al legamento crociato del ginocchio ne penalizzano fortemente il rendimento nelle stagioni successive: dopo una parentesi alla Lazio, ritorna in blucerchiato, realizzando 2 marcature tra il 2005 e il 2007.

L’attaccante bolognese è risultato decisivo in ben 2 delle 3 stracittadine vinte dai blucerchiati nella stagione 2002 – 2003, l’indimenticabile annata del ritorno nella massima serie. In esclusiva per i propri lettori, Sampdorianews.net ha contattato l’ex bomber blucerchiato, il quale ha colto l’occasione per rivivere insieme a noi le gioie, le emozioni e i ricordi delle stracittadine vissute da protagonista.

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Fabio, dopo la Sampdoria hai vestito diverse casacche, puoi raccontarci le tue ultime esperienze?
“Dopo la Sampdoria ho vissuto stagioni travagliate, in quanto non avevo completato il recupero fisico dall’ultimo infortunio al ginocchio. A Brescia non ho vissuto una bella stagione, fisicamente ho faticato molto. Dopo ho compiuto la scelta di andare in C1 a Pescara, dove mi era stato illustrato un progetto importante, che però non è stato confermato, la società finì sull’orlo del fallimento. Adesso finalmente va meglio: fisicamente sto bene, gioco di più, mi sto togliendo nuovamente delle belle soddisfazioni, Ferrara è una piazza importante, la squadra è di valore”.

A Ferrara hai ritrovato un tuo ex compagno ai tempi della Sampdoria, Giacomo Cipriani, recentemente intervistato dal nostro portale.
“Vero, ho ritrovato Giacomo, che conoscevo molto bene, sia perché mio compagno alla Samp, sia in quanto entrambi bolognesi. Dopo non essere stato confermato a Rimini, anche lui ha scelto Ferrara come piazza giusta per rilanciarsi”.

A distanza di qualche anno, quali sono i ricordi della tua esperienza blucerchiata?
“Sicuramente 3 derby vinti su 3, la promozione al primo anno, il primo splendido campionato in A, la Nazionale, rappresentano tanti bei ricordi. Le ultime stagioni sono state condizionate dalle rotture dei legamenti del ginocchio, i ricordi di campo non furono soddisfacenti, ma globalmente ho vissuto 5 anni stupendi, con gente che mi ha voluto e mi vuole tuttora bene, resterà per sempre uno stretto legame con città, società e tifosi. Nutro molto affetto per i colori blucerchiati”.

Il tuo rapporto con i tifosi blucerchiati
“Primi 2 anni fantastici, poi c’è stata la parentesi alla Lazio, se ne dissero tante, chiaramente c’era molto meno di quanto si è detto. Al momento del mio trasferimento i tifosi non la presero bene, poi ho avuto modo per spiegare i motivi. Sicuramente a posteriori è stata una scelta sbagliata, sarebbe stato meglio pazientare un attimo. Una parentesi non può cancellare le splendide annate”.

Quali sono state le motivazioni delle due partenze dalla Sampdoria?
“Nel primo caso si era rotto qualcosa, le cose non andavano più così bene, ha prevalso l’impulsività dei caratteri e abbiamo preso non la decisione migliore, a volte il calcio può portare a simili scelte, ma non hanno rotto il legame che univa tutte le parti, infatti, dopo 6 mesi, tornai alla Samp, ero considerato ancora un giocatore importante per la società. E’ come il rapporto tra moglie e marito: dopo una crisi, una litigata, è meglio riflettere, invece ci siamo lasciati, ma subito dopo ripresi. Nel secondo caso invece la società ha deciso di non farmi un nuovo contratto, in considerazione delle mie condizioni fisiche, il mio rendimento non era più quello degli anni precedenti, del resto siamo professionisti e tali scelte vanno accettate”.

Sei ancora in contatto con alcuni tuoi ex compagni dei tempi blucerchiati?
“Della Samp sento ancora Flachi e Gasbarroni, gli altri più sporadicamente, è capitato di andare a cena a Bologna con Volpi. Mi fa piacere che Francesco abbia ripreso a giocare, l’anno scorso ha disputato i play-off con l’Empoli e quest’anno è approdato a Brescia, dove ho militato 2 stagioni fa. Sono davvero contento per lui, mi auguro che possa togliersi ancora tante soddisfazioni”.



Hai avuto l’onore di andare più volte a segno nel derby genovese: quali sensazioni hai provato?
“Solo giocandolo si può comprendere il valore del derby, è una gara che va al di là di tutte le altre. Segnare nel derby è una gioia pazzesca, che ti porti sempre con te, ti resta per sempre qualcosa d’importante perché è una gara sentitissima a Genova. Segnare in 2 partite fu una sensazione incredibile, solo ora capisco cosa ho fatto, perché la vivi con distacco, capisci la settimana che precede l’incontro, il valore della sfida”.

Tra i blucerchiati chi potrà rivelarsi l’uomo derby?
“Nel derby difficilmente chi ha più qualità riesce a farle emergere, bisogna trovare il giusto approccio, mantenere la tensione alta e giusta, senza che diventi paura. La Samp ha giocatori, come Cassano e Pazzini, capaci di risolverla in ogni momento, possono essere l’arma decisiva, ma ricordo il nostro terzo derby: segnarono Conte e Zivkovic, due che, sulla carta, non avrebbero mai pensato di segnare. È una partita che esce dalla logica”.

Avrai modo di seguire la partita sabato sera?
“Certamente, la vedrò con i miei compagni in hotel durante il ritiro e ovviamente tiferò per la Sampdoria”.

Il rimpianto più pesante e la gioia più indescrivibile nel corso della tua carriera
“Calcisticamente parlando la gioia più grande è stato l’esordio in Nazionale, fu una sensazione fuori dal normale, mi resi conto di aver raggiunto l’apice della mia carriera. Il rimpianto? Forse aver affrettato troppo i tempi di recupero dalla prima operazione al ginocchio. Se avessi rallentato i tempi, probabilmente non avrei subito ricadute”.

Hai realizzato tantissimi goal in ogni categoria: se potessi scegliere quello più bello e quello più pesante messo a segno, quali ti verrebbero in mente?
“Il più pesante il 2-1 decisivo nel primo derby, quello di Coppa Italia, non fu bellissimo, si trattò di una ribattuta su corta respinta del portiere, ma non credevo di poter risultare decisivo nel derby all’esordio in blucerchiato. Come bellezza scelgo il primo goal in A in un Perugia – Milan, anche se ogni attaccante ricorda con grande piacere ogni goal realizzato”.

Un saluto ai tifosi blucerchiati, ai sempre più numerosi lettori di Sampdorianews.net e un augurio per la stracittadina.
“Saluto i tifosi con tanto affetto, ogni volta che li vedo mi confermano ciò che penso: sono straordinari, unici. Adesso posso seguirli soltanto dalla tv, ma soltanto chi c’è stato e ha indossato quella maglia sa cosa la Gradinata Sud può trasmettere ai giocatori. A loro non devo insegnare nulla: al derby sono sempre stati l'uomo in più in campo”.

Si ringrazia l’ufficio stampa della Spal per la disponibilità mostrata nei confronti della nostra testata.