ESCLUSIVA SAMPDORIANEWS - Enzo Gambaro: "La Samp mi ha formato come giocatore. Il Milan? Mi rese famoso, ma mi chiuse la strada verso la Nazionale"
In vista dell’insidiosa trasferta di San Siro, abbiamo avuto il piacere di contattare in esclusiva Ezio Gambaro, prodotto del vivaio blucerchiato, che, nel corso della carriera, è riuscito sia a giocare in prima squadra della Sampdoria, sia a militare nel Milan stellare di Fabio Capello, senza dimenticare gli anni disputati ad alti livelli nel Parma dal gioco spumeggiante e nel Napoli. In esclusiva per i taccuini di Sampdorianews.net, l’attuale commentatore televisivo ripercorre con noi la sua carriera e coglie l’occasione per analizzare gli aspetti chiave dell’anticipo di sabato:
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Quali sono i ricordi della tua esperienza in blucerchiato tra settore giovanile e prima squadra?
“Una bella esperienza, la Sampdoria mi ha formato come giocatore, da ormai 22 anni ho lasciato a Genova, ma dentro di me sono rimasti tanti bei ricordi, della Samp in generale posso soltanto che parlare in maniera positiva”.
Il rapporto con i tifosi blucerchiati
“Rapporto è stato normale, sai ero un ragazzino all’epoca del settore giovanile, non ero uno di quei giocatori disposti a far di tutto pur di attirare le simpatie dei tifosi. Ho sempre fatto le cose normali che dovevo fare in ogni piazza dove ho giocato. Da piccolissimo ero tifoso del Genoa, ad 11 anni approdai nel settore giovanile della Samp e dai 14 anni pensavo unicamente al calcio, giocavo per scelta per la Samp e mi dedicavo alla passione calcistica senza tifare una squadra particolare, del resto anche oggi non ho una squadra per la quale tifo”.
Cosa ha rappresentato il Milan nel corso della tua carriera?
“E’ la squadra che mi ha reso famoso, ma, al tempo stesso, che mi ha chiuso la strada verso la Nazionale. Se fossi rimasto ancora un paio d’anni al Parma, probabilmente avrei potuto andare al Mondiale del ‘94”.
La gioia più indescrivibile e il rimpianto più pesante che ti porti dentro
“Come rimpianto sicuramente il fatto di non essere rimasto a Parma, avrei avuto maggiori possibilità per giocare e quindi superiore visibilità. Le gioie… sicuramente l’esordio in serie A con la casacca blucerchiata il 17/10/85 in Samp – Roma, fu una gioia immensa, ma non posso dimenticare i 4 campionati a Parma, disputati ad altissimo livello. Ricordo volentieri anche gli scudetti con il Milan, ma non li ho potuti vivere da protagonista”.
Hai giocato sia in Inghilterra, che in Austria: le esperienze all’estero ti hanno arricchito come uomo e giocatore, oppure ti sei pentito di aver lasciato il nostro campionato?
“Come giocatore non mi hanno arricchito, del resto in Italia avevo già indossato le casacche di grandi club. Dal punto di vista umano sono state invece esperienze importanti, in primis la conoscenza delle lingue. Da ogni esperienza è necessario prendere le cose più positive”.
Che opinione ti sei fatto del recente calo di rendimento, sia in termini di gioco, che di punti, dell’attuale Sampdoria?
“La Samp ha ottenuto tanto, forse troppo nelle prime partite. Il valore qualitativo complessivo del reparto difensivo non è meritevole del quarto posto, mentre il centrocampo è più che buono e l’attacco lo definisco ottimo. Inizialmente la squadra ha subito pochi goal, poi sono emersi grossi problemi, alla lunga i valori dei singoli vengono fuori. Del Neri è bravo, ma nessuno può dare una totale organizzazione alla squadra. Se viene a mancare l’organizzazione, deve essere il singolo a contribuire a salvare la squadra”.
Se e dove dovrebbe intervenire la società nel mercato di gennaio?
“Se la società si accontenta di arrivare settima, ottava, decima, allora non ci sono sicuramente problemi. Se invece si vuole ambire all’Europa che conta, al quarto posto, allora devono essere acquistati due rinforzi in difesa: un centrale e un esterno di sinistra”.
E’ il momento peggiore per incontrare il Milan, fresco del sorpasso ai danni della Juventus e reduce da una lunghissima striscia di successi?
“Il Milan sta ottenendo buoni risultati, a Catania ha vinto nel recupero, ma la partita era stata complessivamente inguardabile e non avrebbe meritato più del pareggio”.
Che atteggiamento ti aspetti sabato dalla Sampdoria targata Del Neri?
“La Samp deve ritrovare lo spirito di squadra e l’organizzazione difensiva, magari i difensori non devono più giocare così alti, la lentezza non gioca a loro favore. Per fare punti a San Siro bisogna mettere il Milan sotto pressione, giocare ad alti ritmi, fare pressing a tutto campo, altrimenti se lasci giocare i rossoneri, i loro grandi calciatori faranno la differenza”.
